sabato 8 febbraio 2014

Terzo Occhio; come usarlo

Terzo Occhio. Il Terzo Occhio è un senso straordinario che nella sua semplicità lascia interdetto chi crede che chissà cosa serva per poterlo usare...
Il criterio della sua esistenza si basa sulla crescita spirituale. 
Le sue applicazioni spaziano dal passato al presente al futuro prossimo. 
Le visioni date dal Terzo Occhio sono sempre soggettive e non riguardano realtà diverse da quelle in cui l'osservante è coinvolto.

Significa che il Terzo Occhio non è in grado di vedere verità escatologiche ad esempio sul destino dell'umanità o la nascita di una stella. 
Il Terzo Occhio è utilizzabile nel maggior benessere dell'interessato e di tutti quelli naturalmente coinvolti, amici, parenti, collaboratori, datori di lavoro, ecc. 
Si può col Terzo Occhio vagliare i propri progressi e le proprie scelte spirituali, determinando di volta in volta che tipo di preghiere, visualizzazioni, meditazioni fare per la propria crescita o il bisogno spirituale del momento. Allo stesso modo si può sottoporre alla Vista del terzo Occhio il vaglio di progetti, viaggi, vacanze, investimenti. 
Se non si supera il limite di uso, col Terzo Occhio si può vedere in anticipo qualunque tipo di decisione importante...Il limite d'uso del Terzo Occhio è dato dall'espressione evangelica:  - Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te -.
Altrimenti si avranno visioni di tutti i tipi ma piu ci si allontana dalla verità e piu esse saranno solo frutto della  fantasia e indurranno in errore. 

Per poter Usufruire della vista del  terzo Occhio bisogna essere in buone condizioni di salute e equilibrio energetico perchè l'uso di questo organo consuma molta energia vitale. 
Per un uso corretto che non costi troppo dispendio energetico è consigliabile sempre aprirlo dopo un esercizio spirituale in condizioni favorevoli e in ambiente adatto, spiritualmente protetto da negatività   e da disturbi di terze persone che possono interrompere la sessione. Molto utile in fase di preparazione l'invocazione del proprio Angelo tutelare o la personale Guida spirituale. 

Nel mio libro L'uso del Terzo Occhio che si avvia ormai alla seconda ristampa sono descritti passo, passo tutti gli esercizi spirituali da compiere per arrivare ad usare il Terzo Occhio in maniera consapevole e senza troppo dispendio energetico. 

Come previsto dal mio Terzo Occhio in fase di realizzazione il suddetto libro ha faticato non poco a decollare, anche per la scelta di stamparlo in cartaceo e non darlo via in e-book... comunque ora che la sua richiesta è divenuta regolare mi stanno dando soddisfazione le molte mail che ricevo da parte di lettori che sono riusciti ad usare il Terzo Occhio grazie agli esercizi da me suggeriti. 

Ho scritto questo articolo per dare maggiori informazioni ai visitatori che trovando la locandina del libro sul blog sono costretti a scrivermi per avere maggiori informazioni sul suo contenuto. 
Il libro si sviluppa come un percorso da fare in sei giorni.
Per ogni giorno ci sono degli esercizi specifici.  
si parte dalla pulizia del Terzo occhio,
gli esercizi di protezione per giungere
a quelli di apertura.

Il libro non contiene teorie o ipotesi, solo nozioni pratiche per l'uso consapevole del Terzo occhio da parte di chiunque sia impegnato in un percorso di crescita spirituale senza limiti di  cultura,  credo religioso o altro. Questa è l'unica condizione richiesta per avere delle buone probabilità di successo: 
<< Essere addentrati in un percorso di crescita spirituale >> e accostarsi a esso senza pretese, con umiltà e pazienza. 

mercoledì 5 febbraio 2014

Pratica della Radiestesia sul campo

Pratica della Radiestesia sul campo. Durante il week end scorso con un gruppo di amici radiestesisti e famigliari ci siamo riuniti per un incontro dedicato al nostro strumento preferito:  Gizio. Eravamo in 5 tutti in possesso di  pendoli egizi, (alcuni realizzati da me). Pratica della Radiestesia sul campo; per l'esecuzione delle gare abbiamo scelto un pezzo di terra al limite di un bel bosco di piccole conifere in crescita, l'ideale in inverno per nascondere qualcosa senza essere visti. Volevamo provare la strumentazione all'aperto, alcuni fra noi avevano dei pendoli apribili per testimone, il tempo ci venne in aiuto, uno scorcio di primavera nel bel mezzo di Gennaio.
L'unica cosa di cui mi rammarico è che non abbiamo scattato foto ma ci siamo ripromessi di ripetere l'esperimento.
Abbiamo trasformato l'ampia radura in una grande scacchiera e ne abbiamo riportato su mappa le coordinate approfittando di un paio di coniugi non appassionati di radiestesia che si sono gentilmente offerti di bendarci e andare a disporre i vari oggetti da cercare nascosti fra l'erba e gli arbusti confinanti la radura sul lato dove inizia il bosco che poi si inerpica lungo la montagna.  
La ricerca sul campo è stata fin da subito molto eccitante, tanto che abbiamo deciso di affinarla utilizzando le varie tecniche illustrate nei manuali classici di radiestesia. 
Abbiamo passato in rassegna gli insegnamenti di Zampa, Bendinelli e Farkas, riguardanti la ricerca sul campo e a distanza. 
Abbiamo alternato ricerche su mappa a quelle sul campo, riportando ognuno un bel numero di successi mentre chi non impegnato nelle gare si prodigava a preparare il pranzo cucinando bistecche alla brace e panini con salsiccia funghi sottolio e scapece di melanzane, zucchine e peperoni con antipasto di olive e formaggio di capra il tutto ben annaffiato da dell'ottimo vino rosso rubino. Devo ammettere che verso la fine della giornata le nostre mani non erano piu tanto ben ferme da riuscire a trattenere con successo il Gizio ma questo finì solo col chiudere in bellezza una giornata memorabile. 
Avevamo fatto foto di tutti gli oggetti da recuperare, portato pezzetti di rame, ottone, ferro, plastica, da inserire nei pendoli cavi e affinare così le ricerche piu difficili. 

Le ricerche che piu ci dettero soddisfazione furono quelle sul campo,   in Radiestesia Fisica sicuramente perchè tutti gli oggetti erano nascosti entro un raggio  non troppo lontano e quindi visibile da tutte le direzioni del campo di ricerca. 

Questo ci portò a notare che le cartine dopo le prime ricerche divenivano inutilizzabili per via della rimanenza e che dovevamo continuamente ripulirle spolverandole o fumigandole con lo zolfo cosa non del tutto piacevole così le accantonammo per passare alla ricerca diretta e fu anche occasione di fare esercizio camminando nelle varie direzioni indicate dal Gizio sui bordi del campo. 

Un altro strumento che ben si prestò alle ricerche fu il biotensor, ne avevamo uno a testa e così potemmo fare un raffronto fra i due strumenti. anche in questo caso le ricerche non tardarono a dare frutto, Si partiva da circa metà lato del prato, e si domandava mentalmente: - in che direzione si trova l'anello in rame che sto cercando il cui testimone tengo nella mano libera? Immancabilmente iniziava a muoversi indicando una direzione che veniva subito segnata sul terreno tramite due picchetti. Fatto questo  muovendosi verso il limitare del campo ci si fermava e si tornava a domandare: - in che direzione si trova l'anello in rame che sto cercando il cui testimone tengo nella mano libera? 


La successiva oscillazione indicava senza errore il punto di intersezione con il punto precedentemente segnalato e a questo incrocio si trovava l'anello di rame cercato. Con questo sistema riportammo a casa quasi tutti gli oggetti che i nostri amici avevano sapientemente nascosto all'interno del terreno di prova. su venticinque oggetti, (cinque a testa) ne rientrarono solo ventidue, e questi tre non riuscirono a ritrovarli neanche loro che li avevano nascosti. 
Questo mi ha dato l'idea per questa primavera di organizzare ancora delle giornate dedicate alla ricerca Radioestesica, nessun libro o manuale vale tanto quanto una giornata a fare pratica all'aperto. Ci si sente un tutt'uno col proprio strumento, ci si rende finalmente conto che la Radiestesia non è nulla di paranormale ma solo una componente della natura, un istinto che l'uomo ha perso grazie alla propria civilizzazione e che nulla piu della natura selvaggia  e incontaminata può aiutare a far riemergere dal subconscio individuale e collettivo.






















giovedì 19 dicembre 2013

Quadranti per Radiestesia

Quadranti per Radiestesia.  Durante il periodo natalizio che si prospetta quest'anno all'insegna dell'austerity poichè (ahimè) abbiamo dovuto pagare il panettone  agli esponenti del nostro  governo...dicevo chi non vuole leggere racconti può volendo se non gli trema troppo la mano  dedicare il tempo libero per divertirsi a fare ricerche col pendolo e sfruttare questo secondo piccolo dono che  faccio per l'occasione di questo Natale 2013 a tutti i visitatori del blog CLN. Questo è infatti il secondo dono  per queste feste che sono già alle porte, magari a tanti di voi già l'ho dato e allora non vi resta che attendere il terzo omaggio...
Dal mio sito Pranopratica potete scaricare nel menù alla pagina Quadranti per Radiestesia il vostro omaggio. 
Questo è il link diretto al sito:

Quadranti per Radiestesia       

Buone feste, 
siamosoloenergia@gmail.com

lunedì 9 dicembre 2013

Sigillo Karnak piramidale per anello del Re

Sigillo karnak a forma piramidale
Sigillo  Karnak piramidale per anello del Re. Grazie a internet ci sono in rete una bella varietà di informazioni, riguardo a ogni argomento. Sperimentatori audaci e ben armati di buona volontà si improvvisano a ricercatori delle misteriose onde microvibratorie emesse dalle forme per piegarle o utilizzarle con successo piu o meno riuscito ai propri bisogni. Uno di Questi casi è l'anello del Re. Circola in rete una versione con il sigillo a forma piramidale. Questo in teoria dovrebbe dargli un tocco di mistica somiglianza con le piramidi egizie e a vederlo fa venire a chiunque voglia di possederne uno. Anche a me l'idea aveva allettato ma poichè avevo già investito dei soldi per la realizzazione dello stampo che tutti conosciamo, non me la sentii di investire ancora denaro e lasciai perdere. 
La settimana scorsa ho ricevuto la mail di un amico di blog di Padova che mi chiedeva di fare una ricerca sul suo anello a sigillo piramidale (quello in foto) perchè non riusciva a tenerlo al dito a causa del forte stress che gli provocava. In allegato mi inviò delle foto. Feci subito la prospezione radiestesica e venni così a scoprire il motivo del disturbo. Le piramidi e la forma dei triangoli erano i responsabili della causa di stress. Dico le verità che avrebbe ingannato anche me, fino a che non ho orientato la foto a nord il sigillo si comportava normalmente, ma a orientamento avvenuto tutto è cambiato, la vibrazione Bovis da 13.000 scese a 3.500 e persino il pendolo che stavo utilizzando faceva fatica a muoversi sul quadrante. Avvertii un disturbo ronzante alla sommità del capo e dopo un po subentrò una sensazione di stanchezza, questo a causa del pendolo, poichè egli capta le vibrazioni che trasmette al sistema nervoso centrale che a sua volta reinvia la risposta sempre in microvibrazioni attraverso il braccio, la mano e infine di nuovo il pendolo. Questi passaggi spiegano l'immediato senso di stanchezza, poichè il V- durante l'analisi raggiunge subito il cervello. 
Eccellenti radiestesisti come Jean de la Foje hanno studiato a fondo il problema delle piramidi causato dall'emissione in vertice  e all'interno a tre quarti dalla sommità di V- (verde negativo) che ha proprietà disseccanti, mummificanti e destabilizzanti del sistema nervoso in fase elettrica. Questo accade solo a condizione che la piramide sia orientata con un lato a nord. L'anello ha sei piramidi che in base ai movimenti di chi lo indossa emettono in simultanea V- iniettandolo direttamente nel corpo. Quante volte in un giorno ci si trova orientati a nord? quante persone hanno il proprio letto orientato a nord? così come la scrivania, il  tavolo di lavoro o un autista che sale da sud a nord...
Io non voglio demonizzare il V- perchè De Belizal lo impiegò con successo per curare diversi tipi di tumore al fegato riuscendo perfino a debellare tutte le metastasi semplicemente irradiando una foto  con un generatore di V- a forma di due gruppi di sei semisfere.
Allo stesso modo l'anello col sigillo piramidale potrebbe essere impiegato per scopi simili ma non può essere portato sempre al dito come accade invece con l'anello tradizionale col  sigillo formato da sezioni di cilindro. 
triangolo rettangolo isoscele
Le piramidi egizie in modellino sono state ampiamente studiate da ricercatori di tutto il mondo e tutti sono concordi nell'affermare che tutti i modelli di piramide emettono V- ma quella con emissione piu efficace è la piramide di  Cheope alla quale questo modello di anello sembra ispirarsi.
Il secondo punto a sfavore di questo modello di anello è rappresentato dai triangoli, che hanno l'apice che sfiora i 90 gradi,  questo vale per tutti gli anelli che hanno dei triangoli rettangoli isosceli al posto dei triangoli isosceli con apice in angolo acuto.
Diffidate dunque di quei Sigilli piramidali o che terminano con due triangoli rettangoli isosceli come quello in figura.  Anche questo è stato appurato da  la Foje nel corso dei suoi studi con le onde di forma negli anni 70. Naturalmente essendo le onde di forma delle microvibrazioni presenti in natura in qualunque manifestazione della materia tutti noi abbiamo nel tempo sviluppato una naturale adattamento alla presenza di queste onde per cui è possibilissimo che in alcuni soggetti meno sensibili non si verifichino effetti disturbanti il sistema nervoso. Alla lunga però portare addosso una sorgente fissa o quasi di onde destabilizzanti quali sono quelle emesse dal V- è prudentemente sconsigliabile a meno che non si cerchi di combattere qualche insorgenza tumorale. cosa questa secondo la mia modesta opinione  ancor piu pericolosa, per queste patologie esistono solo tre tipi di intervento che danno qualche garanzia di successo, la prevenzione, la cura medica  e il raccomandarsi a Dio. Solo dopo che uno ha fatto tutto questo può tentare un intervento col V- ma sempre con l'aiuto di un esperto medico radiestesista o radionico. 






















sabato 7 dicembre 2013

L'albero delle colombe bianche

Ci sono dei punti della mia infanzia che si sono fissati in mente come delle fotografie sempre attuali che non sono mai riuscito a cancellare.  Anche nei momenti di crisi peggiori della mia vita, non ho mai potuto rinnegare quei momenti. Per anni sono stato lontano dalla fede, dai 16 ai trenta anni ignorai la fede e nel mio intimo la rifiutavo, la fuggivo detestando ogni suo insegnamento, correndo dietro a ogni desiderio che la mia mente mi suggeriva. Quasi mi feci hari  krishna ma l'albero delle colombe bianche non potei mai dimenticarlo. Come un dvd incantato si ripeteva sempre nella mia mente ciclicamente, ogni tre quattro mesi eccolo li che ricompariva. La scheggia nel labbro, gli altarini di quando ero bimbo e il ricordo delle colombe bianche mi tennero inchiodato fino a che non recuperai la fede per un altro gesto di Grazia della mai veramente dimenticata Madre di Dio. 

A febbraio del 70 tolsi da me aiutato da mio padre i punti di sutura dal labbro deturpato dalla lancia scagliatami contro dall'ontano ribelle che comunque seguendo il suo destino fu inesorabilmente arso per fornire calore e pasti caldi a mio nonno e mia nonna e la prole che ancora avevano a casa. (Ora so che quella lancia mi fu scagliata sulla bocca a causa di tutte le bestemmie che avrei profferito negli anni bui della mia vita contro il Figlio di Dio e la sua Amata Madre...Dio misericordioso abbi pietà di me e della mia anima.)

Ormai grandicelli io e mio fratello Peppe, iniziavamo ad allontanarci sempre piu da casa ma abitando in montagna con le case dei vicini che si contavano su una sola mano dove saremmo mai potuti andare? Facile da indovinare, la nostra meta era una sorgente d'acqua nel bosco sulla montagna dirimpetto alla nostra casa. Che strano non ci avevo mai fatto caso, ma tutta la mia vita ha sempre ruotato attorno a delle sorgenti d'acqua...ma questa è un'altra storia. 

Dicevo, iniziammo ad allontanarci sempre piu da casa, fino alla sorgente che sgorga (ancora oggi) in un gruppo di giganteschi ontani e pioppi alla base di una roccia sulla quale noi dopo aver bevuto salivamo per cercare di vedere il versante sottostante in direzione del bosco ove mi ero ferito l'anno prima con la scheggia. prendemmo quest'abitudine e con regolarità facevamo questa sorta di pellegrinaggio e iniziammo a portarci anche le capre a pascolare (ne avevamo sette e due pecore e un somaro femmina). 

Giunse l'Immacolata, per festeggiarla decidemmo di andare alla sorgente bere e dire delle Ave Maria. così ci diceva il cuoricino di fanciulli e così facemmo. bevemmo con le mani a coppa, salimmo sulla roccia e iniziammo a vedere qualcosa che giorni prima non c'era. Quel versante era coperto da ginestre, spine e rose canine e qui e la qualche alberello ma al centro c'era un bel castagno spoglio di foglie ma ricco di rami. Quel che vedemmo mio fratello e io ci riempì di meraviglia, la giornata era fredda e la macchia era tutta sommersa dalla bruma, solo il castagno scheletrico svettava frustato dal vento che faceva contorcere i rami nodosi e rinsecchiti. 

A gruppi di tre o quattro alla volta arrivavano dei piccoli stormi di colombe bianche, che si appollaiavano sui rami e tubavano col loro caratteristico verso, arrivarono pure delle tortore, e tanti altri uccelli tutti rigorosamente bianchi. Restammo così stupiti a guardarli riempire tutti i rami dell'albero e altri arrivavano e altri volavano via per poi tornare e tutto il bosco era pieno del loro canto. A un certo punto mio fratello interiormente mosso dallo Spirito di quella giornata festiva disse sorridendo e facendosi il segno della croce: 
- Guarda Vì! stanno festeggiando l'Immacolata.-  
Ricordo che restammo un bel po a guardare anche per vedere se arrivano uccelli di altri colori, il bosco era pieno di merli, storni, tordi e passeri, fringuelli eccetera ma quel giorno sembrava che tutti i volatili del bosco erano diventati bianchi. 

Dopo pranzo  cercammo di portare anche la mamma ma non ci credette e così tornammo da soli sul posto e continuammo ad assistere al quella strana processione che durò fino al tramonto, verso il cui, uno dopo l'altro come erano venuti se ne andarono ognuno per la sua strada...tornammo il giorno dopo ma inutilmente. decidemmo di tornare a Natale ma di uccelli bianchi neanche l'ombra. convinti ci giurammo di tornare l'anno successivo per il giorno dell'Immacolata e puntualmente il fenomeno si ripeté come l'anno prima, la bruma, il vento e centinaia di colombe e tanti altri uccelli bianchi. Da quel momento nessuno ci tolse piu dalla mente e dal cuore che quello era il festeggiamento degli uccelli all'Immacolata. La primavera che venne ci trasferimmo a Roma e quella fu l'ultima volta che ci andammo. Ora sono trascorsi quarantun' anni  e venti che sono tornato ma anche quest'anno so che non avrò il coraggio di andare a vedere se ancora c'è l'albero delle colombe bianche...

Fra zii cugini  amici e parenti vari in famiglia all'epoca ci saranno stati un centinaio di cacciatori che tutti i giorni per tutta la stagione di caccia giravano per i boschi armati fino ai denti di doppiette sovrapposti e automatici ma nessuno di loro portò mai a casa un piccione bianco o vide mai uno solo di quegli uccelli volare per il bosco. Sia io che mio fratello curiosi come sorci mettevamo il muso dappertutto e a tutti chiedevamo se avevano visto qualche stormo di uccelli bianchi. In effetti nei nostri boschi non circolano simili creature tranne qualche isolato colombaccio  e oggi col cambiamento climatico si avvicina timida qualche tortora domestica. Spesso negli anni ci venne naturale chiederci cosa ne sarebbe stato di noi se non saremmo stati portati via e trapiantati in una città che ci fece perdere la fede e la speranza e che un ventennio dopo solo un miracolo ce le restituì ma in gran parte la nostra vita era ormai deturpata  ma personalmente non mi lamento perchè è sempre piu di quanto avrei mai potuto lontanamente sperare dalla vita. 

Spero di avere forza prima che il mio tempo quaggiù finisca di tornare alla sorgente sulla montagna per il giorno dell'Immacolata Concezione a vedere il cantico dedicato a lei dalle Colombe bianche. E tu Santa Vergine immacolata non allontanarti mai piu dalla mia vita perchè lo sai che se dipendeva da me io non mi sarei mai allontanato dal posto che tu avevi scelto per mostrarti a me, a noi... Ora la mia testimonianza è completa. Benedetta sei tu nei scoli  Maria. Amen.







Buona Festa dell'Immacolata a tutti


Buona Festa dell'Immacolata a tutti...Credenti e non credenti, amici e chi passa di qui deridendomi. A chi non condivide ma nonostante tutto la rispetta perchè è la donna più bella e dolce del mondo...


Mi sto facendo vecchio a furia di ripetere che la Madonna esiste.  Ho con lei un rapporto speciale e fin da bambino le costruisco altari  e  prego per Lei e con Lei l'Ave Maria. A tanta gente ho parlato di noi, dell'amore che ci unisce e che da sempre mi protegge e almeno due volte mi ha salvato la vita.  La prima volta non la dimenticherò mai. era l'estate del 69, su in montagna dove abitavamo faceva già freddo, strade sui monti non ce ne erano e si trasportava tutto a dorso di somaro. 

Il nonno aveva detto a due zii, di andare a tagliare un ontano e portarlo a casa appunto col somaro. Destino volle che anche i miei genitori quel giorno non erano a casa e mi avevano lasciato con gli zii, così mi portarono con loro a far legna in groppa al somaro...giunti sul luogo del taglio su per un sentiero irto  e stretto attraversando un castagneto sconfinato dalle cime altissime con me felicissimo di trovarmi in groppa al somaro me ne stavo con gli occhi al cielo a osservare il sole che appariva e spariva fra il fogliame giocando a lanciare improvvisi raggi di luce che mi scaldavano le guance e mi facevano chiudere di botto gli occhi per il forte luccichio. 

Giunti sul posto scelsero l'albero da abbattere e me lo fecero vedere da vicino, era alto più di dieci metri  il fusto alla base di un 30 cm di diametro, dritto  e svettante assieme a tanti altri suoi pari sul fondo di una scosceso costone coperto di erba scivolosa e tagliente più di un rasoio. Per prudenza mi dissero di salire su e allontanarmi perchè li poteva essere pericoloso. così feci e risalii la china e quando giudicarono che ero al sicuro (in linea d'aria visto il dislivello ero in piano con la punta dell'albero) presero a tagliare col segaccio, uno da una parte e una dall'altra  e ben presto l'albero iniziò a vacillare finché non ripiegò sugli altri alberi dietro di lui e finalmente cadde. 

Nel cadere una cima dell'albero vicino rimase impigliata ai suoi rami e iniziò a tendersi come un arco io ero li e vedevo tutto, a un certo punto  il ramo si ruppe con inaudita violenza e con fragore come di tuono  una saetta partì da lui nelle mia direzione...Una scheggia lunga un metro e dello spessore di una gamba di tavolo mi rimbalzò di piatto sul petto sbattendomi a terra e volò in aria quattro o cinque metri per ricadermi di punta sulla faccia. Il peso della scheggia era di una ventina di chili, appuntita come una lancia, seghettata e micidiale, mi si piantò sul labbro superiore e qualcosa la fermò.  (Sto piangendo al ricordo di quella terribile lancia piantata sul mio viso)  La vidi cadere di lato e subito dopo svenni. 

 Tutti quel giorno dissero che la Madonna mi aveva fatto il miracolo perchè quell'arpione maledetto tagliò solo il mio labbro superiore senza neanche ferire la gengiva come se qualcuno lo avesse afferrato e trattenuto...dello stesso parere fu il medico che mi ricucì la faccia.  Mia madre dette merito al Beato Angelo d'Acri così  quell'anno per la sua festa mi fece cucire un abito da fraticello e mi portò in pellegrinaggio nella sua basilica .   Ancora oggi a ricordo dell'episodio una bella cicatrice mi orna il labbro superiore sinistro da sotto al naso a tutto il labbro come pure il ricordo delle mie urla di dolore una volta svegliato perchè il primo medico si rifiutò di ricucirmi,  così dovettero correre da un paese all'altro con me che mi stavo dissanguando sul sedile della 850 di mio zio. Quando finalmente un dottore accettò di ricucirmi a crudo e senza anestesia, altre urla di terrore di fronte a  un orribile ago a uncino che non dimenticherò mai. 

La seconda volta fu  nel 96. Una mattina mi svegliai paralizzato del braccio e gamba sinistra. Ebbi un tia, con pressione minima a 150 e massima a 220...mentre mi accadeva il fattaccio in piena  notte, mia moglie si sognava la Madonna che mi teneva la testa fra le mani. Non ci volle una scienza per capire  che mi aveva salvato la vita e quantomeno da una terribile esperienza perchè il tia è l'anticamera dell'ictus. Madonna santa, accogli questo mio ricordare come una testimonianza per il bene che mi hai sempre ottenuto dal tuo Figlio Gesù perchè lo sappiamo bene noi che lo conosciamo che se lui non vuole sulla terra non si muove neanche una foglia ma che il male spesse volte  ce lo facciamo da soli per nostra volontà. Ti Amo Madonna mia, continua a vegliare su di me, su tutti i miei cari e le persone che mi stanno a cuore. Così sia. 

mercoledì 27 novembre 2013

Pendolo Egizio apribile per testimone

Erica arborea
Da diverso tempo, forse un paio di anni, avevo promesso a degli amici di blog che avrei realizzato un Gizio pesante per ricerche all'aperto e con testimone, non è stato facile per via delle dimensioni e anche perchè non riuscivo a trovare un legno così pesante da evitarmi l'inserimento nel pendolo di un peso aggiuntivo in piombo...La mia buona terra e perdonatemi l'ardor campanilistico mi è venuta incontro facendomi ricordare i racconti di mio papà quando da giovane per raggranellare qualche lira andava a scavare le mazze di scantramanu che poi vendeva ai fabbricanti di pipe. Chi poteva credere mai che mio padre fu uno dei primi in calabria a scavare questa preziosissima radice e dalle cui chiome la sua mamma e tutte le massaie dell'epoca usavano per ricavarci delle efficientissime scope? Dopo quaranta anni ho finalmente scoperto il significato di quel misterioso nome che si scrive scantramanu e si pronuncia in tutt'altro modo- Erica Arborea- un umile arbusto vagamente somigliante al rosmarino ma dal legno dei contorti fusti durissimo e pesante al contrario della radice che è sempre durissima ma leggera e totalmente ignifuga per l'alto contenuto in silicio che dà delle pipe uniche e indistruttibili dal tipico legno artisticamente decorato da tanti piccoli occhietti detti a occhio di pernice. 

Veniamo ora al  Gizio in legno Erica arborea di un bel colore rosso con venature più scure, è lungo 10 cm ma da sotto il foro del filo è 8.3 cm come l'originale in gres. Il diametro della corona è 3 cm mentre il fusto sotto gli anelli è 2,5 cm. il foro interno è diametro 1.5 x 2,2 cm e può alloggiare testimoni di ottime dimensioni, anche un piccolo contenitore per liquido. l'incastro è a pressione, il peso è 40 grammi come quello dell'abate Mermet.

I suoi usi sono molteplici e può trovare largo impiego nell'identificazione di specie vegetali per medicina alternativa così come può essere impiegato per determinare le pietre giuste in cristalloterapia. Basta inserire il campioncino nel cavo e il gioco è fatto. Se non si possiedono frammenti di cristalli si possono usare i loro nomi scritti su foglietto a inchiostro nero valorizzati nel decagono per qualche minuto e poi metterli all'interno, girazione oraria il cristallo è quello giusto, girazione antioraria cercare un altro cristallo. Devi scavare un fosso nel tuo terreno e non ricordi dove passa la conduttura del gas? Prendi un portamine da compasso, ci metti dentro un batuffolo di cotone che spruzzerai di gas per accendini avendo l'accortezza di stare lontano da fiamme libere, poi richiuderai in fretta col tappo e lo collochi all'interno del Gizio e inizia a passeggiare per il terreno tenendo sospeso il pendolo col braccio piegato a L leggermente discostato dal corpo, cammina lentamente e osserva il pendolo, stai lavorando in radiestesia fisica, quindi non domandare nulla, aspetta solo la reazione del tuo
pendolo, quando inizierà a girare e oscillare fermati e conta i giri che farà, secondo il Mermet sono 6 in senso orario. per essere sicuro segna il punto trovato e poi spostati allontanandoti di una decina di metri facendo una traiettoria ad angolo di 45 gradi, ora lavorando in mentale domanda al pendolo di indicarti il punto dove si trova il tubo del gas, se indica in direzione del punto precedentemente segnato puoi iniziare a scavare da li altrimenti se sarai fortunato anche l'argento fornisce il numero sei come cifra di serie e forse hai trovato un tesoro nascosto o la vecchia medaglia  votiva di tua nonna persa tanto tempo fa...come tutti i miei strumenti è presente sul catalogo che potete richiedere a:

siamosoloenergia@gmail.com











martedì 26 novembre 2013

Anello del Re; nuove esperienze

Anello del Re nuove esperienze. Ho da trasmettere da parte dell'ultimo possessore del mio anello del Re che ringrazio davvero con tutto il cuore per avermi voluto fare partecipe della sua esperienza e delle sue ricerche. Questo nostro amico che per ragioni di privacy non chiamerò per nome, da tempo lamentava debolezza  e altri sintomi poco piacevoli, così navigando in rete si imbatté nel mio blog e dopo tempo sembra che  questo amico di blog  sia stato scelto dall'anello del Re per dare una prova sensibile e misurabile del suo operato su una persona.
Il quattro novembre di quest'anno  mi scrisse una mail per informarmi che aveva ricevuto l'anello e che lo aveva indossato. 
ecco le sue prime impressioni dopo sei giorni che lo portava al dito:

- Sto iniziando a sentire l'anello! Vado molto cauto perché la suggestione è sempre dietro l'angolo, ho misurato la vibrazione con il pendolo Egizio di Biancospino: tra 12000 e 13000, quindi confermo le tue misurazioni. Niente male per un oggettino di 6 grammi! 


Questo me lo comunicò il giorno successivo e mi lasciò davvero sorpreso;


Alle 16.37  l'anello per 5-10 secondi si è "accesso" quasi scottava... 


Cosa dire invece quando mi giunse questa mail? 


Buongiorno Vincenzo! Ti aggiorno sull'anello: ieri mi ha dato una vampata di calore molto veloce di mattina verso le 9 e 15 di durata 1 o 2 secondi, il tempo di pensare "ma è calore reale o suggestione, sto impazzendo?" e subito ne sento un'altra più lunga di più o meno 5 / 6 secondi. Poi di sera verso le 20 e 15 l'anello si accende nuovamente e il calore dura una decina di secondi o più. Adesso (10.55) ne ho sentita un'altra di 3 / 4 secondi. Mi pare che questa mattina mi abbia dato, dopo la prima, altre tre scariche di calore leggere e brevi (non bollenti come al solito) con intervallo di due minuti l'una dall'altra.
L'anello da subito mi ha fatto un certo timore, mi sento onorato di averlo... la mia impressione è che non sia solo un pezzo di metallo con un formidabile circuito radionico, sembra avere una sua intelligenza legata a delle entità: a me fa pensare agli Angeli... 


Ero davvero di fronte a un'apoteosi dell'anello! Conosco l'amico in questione è non è un pallonaro o un tipo suscettibile, io stesso in diverse occasioni ero stato testimone della forza misteriosa di quest'anello, ma non era finita, il giorno successivo un'altra mail...


Vincenzo non so che dire, oggi pomeriggio altre tre scariche bollenti a distanza più o meno di venti minuti una dall'altra... 


l'amico iniziava a preoccuparsi, ma era tutto normale, le reazioni dell'anello erano solo rapportate al suo bisogno energetico quindi essendo che è un radiestesista provetto gli suggerii di analizzare giorno per giorno col regolo Bovis le sue condizioni energetiche. Con la radiestesia è possibile andare a ritroso nel tempo e scoprire dati che altrimenti sono perduti. Questa al momento è l'estrazione dalla sua ultima mail di due giorni fa...



Oggi ho fatto una prima ricerca, ti riporto i valori ottenuti:
La mia energia un anno fa: 7500

La mia energia sei mesi fa: 7000

La mia energia prima di indossare l'anello: 6000 / 6500

la mia energia adesso: 8500

Caro Vincenzo sembrerebbe che l'anello in meno di 20 giorni ha immesso nel mio corpo quasi duemila Ub. di Energia vitale! Ti dico le mie impressioni sull'anello, che mi sembra ora abbastanza chiaro: lui si è attivato dopo sei giorni, inviandomi continuamente ondate di calore bollenti, poi si è fermato per un giorno e mezzo e adesso sento che l'anello è vivo e mi fa una grande compagnia, a volte si scalda lievemente altre volte mi fa male al dito, insomma svolge il suo lavoro "normale" sul riequilibrio dell'energia.



Una cosa che condivido anche io con il nostro amico  è il dolore che spesso sento agli anulari dove tengo gli anelli. Ora gli chiedo  di voler misurare quanta energia negativa, congesta, infiammatoria a livello corpo, mente, spirito, l'anello del Re ha eliminato  dalla sua persona e anticipatamente lo ringrazio per essersi prestato a rendere pubblici parte delle sue esperienze con L'anello del Re . 

siamosoloenergia@gmail.com


sabato 16 novembre 2013

Cambio l'email

Causa ingovernabilità del mio  account yahoo perchè non da più la possibilità di intervenire sul corpo dei messaggi di testo da oggi risponderò alle vostre mail tramite il nuovo indirizzo di posta elettronica:  siamosoloenergia@gmail.com 
Grazie a tutti per la collaborazione e la pazienza usatami...
Ciao
Vincenzo.

giovedì 14 novembre 2013

La Danza di Gizio

Schubert
Che bello ballar dalle sette di sera fino al mattino canticchiando Lisa dagli occhi blu al giro di valzer del fedele Gizio... Ammattito? Niente affatto, e che si resta incantati a osservarlo ballare a suon di musica. (Ricordo sempre che Gizio è un simpatico vezzeggiativo dato appunto al Pendolo Egizio dall'amica Anna di Verona, la prima a essersi accostata ai miei strumenti  ormai diverse primavere fa... e che colgo l'occasione per salutarla con affetto visto che non ha preteso i diritti d'autore). 
Non serve davvero essere musicisti o bravi ballerini per far ballare Gizio, non bisogna neanche essere delle dolci fanciulle dagli occhi blu per farlo andar su di giri... basta mettergli su un bel brano e osservarlo danzare come un derviscio nell'omonima canzone del gran Battiato...balla, balla e gira mentre si danza...

Basta far così:

Mettetevi comodi alla scrivania con una cosa morbida sotto il gomito per evitare che vi diventi come quello di un tennista, indi per cui fate scivolare il Gizio o altro pendente che sia e dategli la corda necessaria a compiere al massimo i suoi giri e mettete su un brano musicale;  io che sono un nostalgico amante della buona musica del passato ho messo su l'Ave Maria di Schubert seguita da Per Elisa di Beethoven e per finire Feelings, tutte magistralmente interpretate da Richard Clayderman. Tutto bene? Osservate ora i movimenti del pendolo e memorizzateli. Lasciatevi trasportare dalla musica e lasciate libera la vostra mente senza perdere d'occhio la danza di Gizio. Si arresterà alla fine del brano e riprenderà a muoversi al successivo, ma con una leggera differenza. A me ha dato tre diversi tipi di movimento, al primo brano ha iniziato a roteare in senso orario alternando giri a oscillazioni verticali e ha anticipato la fine del brano con cerchi destrosi sempre più piccoli. 

Sarà noto ai più ormai che il pendolo da il meglio di se quando non gli si chiede nulla! Nel secondo brano ha iniziato a oscillare in verticale e ha aggiunto dei veloci cerchi in senso antiorario e ha finito con le oscillazioni verticali. Al terzo brano ha iniziato subito a fare delle oscillazioni a 45 gradi destrosi e alcuni giri negativi  terminando di seguire il brano con i movimenti iniziali. 

In definitiva agli occhi di un profano sembrano dei movimenti senza senso, ma in realtà i differenti movimenti del Gizio hanno un significato ben preciso.  La musica è per il compositore come le impronte digitali, ognuno ha le sue. Il Pendolo col suo movimento ha solo identificato l'autore dell'opera e non l'esecutore, in questo caso i tre distinti artisti, Schubert, Beethoven, Morris Albert.

Basta usare un po di fantasia per scorgere l'ergersi di tutto il potenziale di questo umile strumento e come diceva spesso il Grande Pietro Zampa: << Provare per credere >>.

Volete vedere Battiato danzare bene quasi quanto un Gizio? eccovelo Qui

Buon divertimento e a  presto.