sabato 7 dicembre 2013

L'albero delle colombe bianche

Ci sono dei punti della mia infanzia che si sono fissati in mente come delle fotografie sempre attuali che non sono mai riuscito a cancellare.  Anche nei momenti di crisi peggiori della mia vita, non ho mai potuto rinnegare quei momenti. Per anni sono stato lontano dalla fede, dai 16 ai trenta anni ignorai la fede e nel mio intimo la rifiutavo, la fuggivo detestando ogni suo insegnamento, correndo dietro a ogni desiderio che la mia mente mi suggeriva. Quasi mi feci hari  krishna ma l'albero delle colombe bianche non potei mai dimenticarlo. Come un dvd incantato si ripeteva sempre nella mia mente ciclicamente, ogni tre quattro mesi eccolo li che ricompariva. La scheggia nel labbro, gli altarini di quando ero bimbo e il ricordo delle colombe bianche mi tennero inchiodato fino a che non recuperai la fede per un altro gesto di Grazia della mai veramente dimenticata Madre di Dio. 

A febbraio del 70 tolsi da me aiutato da mio padre i punti di sutura dal labbro deturpato dalla lancia scagliatami contro dall'ontano ribelle che comunque seguendo il suo destino fu inesorabilmente arso per fornire calore e pasti caldi a mio nonno e mia nonna e la prole che ancora avevano a casa. (Ora so che quella lancia mi fu scagliata sulla bocca a causa di tutte le bestemmie che avrei profferito negli anni bui della mia vita contro il Figlio di Dio e la sua Amata Madre...Dio misericordioso abbi pietà di me e della mia anima.)

Ormai grandicelli io e mio fratello Peppe, iniziavamo ad allontanarci sempre piu da casa ma abitando in montagna con le case dei vicini che si contavano su una sola mano dove saremmo mai potuti andare? Facile da indovinare, la nostra meta era una sorgente d'acqua nel bosco sulla montagna dirimpetto alla nostra casa. Che strano non ci avevo mai fatto caso, ma tutta la mia vita ha sempre ruotato attorno a delle sorgenti d'acqua...ma questa è un'altra storia. 

Dicevo, iniziammo ad allontanarci sempre piu da casa, fino alla sorgente che sgorga (ancora oggi) in un gruppo di giganteschi ontani e pioppi alla base di una roccia sulla quale noi dopo aver bevuto salivamo per cercare di vedere il versante sottostante in direzione del bosco ove mi ero ferito l'anno prima con la scheggia. prendemmo quest'abitudine e con regolarità facevamo questa sorta di pellegrinaggio e iniziammo a portarci anche le capre a pascolare (ne avevamo sette e due pecore e un somaro femmina). 

Giunse l'Immacolata, per festeggiarla decidemmo di andare alla sorgente bere e dire delle Ave Maria. così ci diceva il cuoricino di fanciulli e così facemmo. bevemmo con le mani a coppa, salimmo sulla roccia e iniziammo a vedere qualcosa che giorni prima non c'era. Quel versante era coperto da ginestre, spine e rose canine e qui e la qualche alberello ma al centro c'era un bel castagno spoglio di foglie ma ricco di rami. Quel che vedemmo mio fratello e io ci riempì di meraviglia, la giornata era fredda e la macchia era tutta sommersa dalla bruma, solo il castagno scheletrico svettava frustato dal vento che faceva contorcere i rami nodosi e rinsecchiti. 

A gruppi di tre o quattro alla volta arrivavano dei piccoli stormi di colombe bianche, che si appollaiavano sui rami e tubavano col loro caratteristico verso, arrivarono pure delle tortore, e tanti altri uccelli tutti rigorosamente bianchi. Restammo così stupiti a guardarli riempire tutti i rami dell'albero e altri arrivavano e altri volavano via per poi tornare e tutto il bosco era pieno del loro canto. A un certo punto mio fratello interiormente mosso dallo Spirito di quella giornata festiva disse sorridendo e facendosi il segno della croce: 
- Guarda Vì! stanno festeggiando l'Immacolata.-  
Ricordo che restammo un bel po a guardare anche per vedere se arrivano uccelli di altri colori, il bosco era pieno di merli, storni, tordi e passeri, fringuelli eccetera ma quel giorno sembrava che tutti i volatili del bosco erano diventati bianchi. 

Dopo pranzo  cercammo di portare anche la mamma ma non ci credette e così tornammo da soli sul posto e continuammo ad assistere al quella strana processione che durò fino al tramonto, verso il cui, uno dopo l'altro come erano venuti se ne andarono ognuno per la sua strada...tornammo il giorno dopo ma inutilmente. decidemmo di tornare a Natale ma di uccelli bianchi neanche l'ombra. convinti ci giurammo di tornare l'anno successivo per il giorno dell'Immacolata e puntualmente il fenomeno si ripeté come l'anno prima, la bruma, il vento e centinaia di colombe e tanti altri uccelli bianchi. Da quel momento nessuno ci tolse piu dalla mente e dal cuore che quello era il festeggiamento degli uccelli all'Immacolata. La primavera che venne ci trasferimmo a Roma e quella fu l'ultima volta che ci andammo. Ora sono trascorsi quarantun' anni  e venti che sono tornato ma anche quest'anno so che non avrò il coraggio di andare a vedere se ancora c'è l'albero delle colombe bianche...

Fra zii cugini  amici e parenti vari in famiglia all'epoca ci saranno stati un centinaio di cacciatori che tutti i giorni per tutta la stagione di caccia giravano per i boschi armati fino ai denti di doppiette sovrapposti e automatici ma nessuno di loro portò mai a casa un piccione bianco o vide mai uno solo di quegli uccelli volare per il bosco. Sia io che mio fratello curiosi come sorci mettevamo il muso dappertutto e a tutti chiedevamo se avevano visto qualche stormo di uccelli bianchi. In effetti nei nostri boschi non circolano simili creature tranne qualche isolato colombaccio  e oggi col cambiamento climatico si avvicina timida qualche tortora domestica. Spesso negli anni ci venne naturale chiederci cosa ne sarebbe stato di noi se non saremmo stati portati via e trapiantati in una città che ci fece perdere la fede e la speranza e che un ventennio dopo solo un miracolo ce le restituì ma in gran parte la nostra vita era ormai deturpata  ma personalmente non mi lamento perchè è sempre piu di quanto avrei mai potuto lontanamente sperare dalla vita. 

Spero di avere forza prima che il mio tempo quaggiù finisca di tornare alla sorgente sulla montagna per il giorno dell'Immacolata Concezione a vedere il cantico dedicato a lei dalle Colombe bianche. E tu Santa Vergine immacolata non allontanarti mai piu dalla mia vita perchè lo sai che se dipendeva da me io non mi sarei mai allontanato dal posto che tu avevi scelto per mostrarti a me, a noi... Ora la mia testimonianza è completa. Benedetta sei tu nei scoli  Maria. Amen.







Buona Festa dell'Immacolata a tutti


Buona Festa dell'Immacolata a tutti...Credenti e non credenti, amici e chi passa di qui deridendomi. A chi non condivide ma nonostante tutto la rispetta perchè è la donna più bella e dolce del mondo...


Mi sto facendo vecchio a furia di ripetere che la Madonna esiste.  Ho con lei un rapporto speciale e fin da bambino le costruisco altari  e  prego per Lei e con Lei l'Ave Maria. A tanta gente ho parlato di noi, dell'amore che ci unisce e che da sempre mi protegge e almeno due volte mi ha salvato la vita.  La prima volta non la dimenticherò mai. era l'estate del 69, su in montagna dove abitavamo faceva già freddo, strade sui monti non ce ne erano e si trasportava tutto a dorso di somaro. 

Il nonno aveva detto a due zii, di andare a tagliare un ontano e portarlo a casa appunto col somaro. Destino volle che anche i miei genitori quel giorno non erano a casa e mi avevano lasciato con gli zii, così mi portarono con loro a far legna in groppa al somaro...giunti sul luogo del taglio su per un sentiero irto  e stretto attraversando un castagneto sconfinato dalle cime altissime con me felicissimo di trovarmi in groppa al somaro me ne stavo con gli occhi al cielo a osservare il sole che appariva e spariva fra il fogliame giocando a lanciare improvvisi raggi di luce che mi scaldavano le guance e mi facevano chiudere di botto gli occhi per il forte luccichio. 

Giunti sul posto scelsero l'albero da abbattere e me lo fecero vedere da vicino, era alto più di dieci metri  il fusto alla base di un 30 cm di diametro, dritto  e svettante assieme a tanti altri suoi pari sul fondo di una scosceso costone coperto di erba scivolosa e tagliente più di un rasoio. Per prudenza mi dissero di salire su e allontanarmi perchè li poteva essere pericoloso. così feci e risalii la china e quando giudicarono che ero al sicuro (in linea d'aria visto il dislivello ero in piano con la punta dell'albero) presero a tagliare col segaccio, uno da una parte e una dall'altra  e ben presto l'albero iniziò a vacillare finché non ripiegò sugli altri alberi dietro di lui e finalmente cadde. 

Nel cadere una cima dell'albero vicino rimase impigliata ai suoi rami e iniziò a tendersi come un arco io ero li e vedevo tutto, a un certo punto  il ramo si ruppe con inaudita violenza e con fragore come di tuono  una saetta partì da lui nelle mia direzione...Una scheggia lunga un metro e dello spessore di una gamba di tavolo mi rimbalzò di piatto sul petto sbattendomi a terra e volò in aria quattro o cinque metri per ricadermi di punta sulla faccia. Il peso della scheggia era di una ventina di chili, appuntita come una lancia, seghettata e micidiale, mi si piantò sul labbro superiore e qualcosa la fermò.  (Sto piangendo al ricordo di quella terribile lancia piantata sul mio viso)  La vidi cadere di lato e subito dopo svenni. 

 Tutti quel giorno dissero che la Madonna mi aveva fatto il miracolo perchè quell'arpione maledetto tagliò solo il mio labbro superiore senza neanche ferire la gengiva come se qualcuno lo avesse afferrato e trattenuto...dello stesso parere fu il medico che mi ricucì la faccia.  Mia madre dette merito al Beato Angelo d'Acri così  quell'anno per la sua festa mi fece cucire un abito da fraticello e mi portò in pellegrinaggio nella sua basilica .   Ancora oggi a ricordo dell'episodio una bella cicatrice mi orna il labbro superiore sinistro da sotto al naso a tutto il labbro come pure il ricordo delle mie urla di dolore una volta svegliato perchè il primo medico si rifiutò di ricucirmi,  così dovettero correre da un paese all'altro con me che mi stavo dissanguando sul sedile della 850 di mio zio. Quando finalmente un dottore accettò di ricucirmi a crudo e senza anestesia, altre urla di terrore di fronte a  un orribile ago a uncino che non dimenticherò mai. 

La seconda volta fu  nel 96. Una mattina mi svegliai paralizzato del braccio e gamba sinistra. Ebbi un tia, con pressione minima a 150 e massima a 220...mentre mi accadeva il fattaccio in piena  notte, mia moglie si sognava la Madonna che mi teneva la testa fra le mani. Non ci volle una scienza per capire  che mi aveva salvato la vita e quantomeno da una terribile esperienza perchè il tia è l'anticamera dell'ictus. Madonna santa, accogli questo mio ricordare come una testimonianza per il bene che mi hai sempre ottenuto dal tuo Figlio Gesù perchè lo sappiamo bene noi che lo conosciamo che se lui non vuole sulla terra non si muove neanche una foglia ma che il male spesse volte  ce lo facciamo da soli per nostra volontà. Ti Amo Madonna mia, continua a vegliare su di me, su tutti i miei cari e le persone che mi stanno a cuore. Così sia. 

mercoledì 27 novembre 2013

Pendolo Egizio apribile per testimone

Erica arborea
Da diverso tempo, forse un paio di anni, avevo promesso a degli amici di blog che avrei realizzato un Gizio pesante per ricerche all'aperto e con testimone, non è stato facile per via delle dimensioni e anche perchè non riuscivo a trovare un legno così pesante da evitarmi l'inserimento nel pendolo di un peso aggiuntivo in piombo...La mia buona terra e perdonatemi l'ardor campanilistico mi è venuta incontro facendomi ricordare i racconti di mio papà quando da giovane per raggranellare qualche lira andava a scavare le mazze di scantramanu che poi vendeva ai fabbricanti di pipe. Chi poteva credere mai che mio padre fu uno dei primi in calabria a scavare questa preziosissima radice e dalle cui chiome la sua mamma e tutte le massaie dell'epoca usavano per ricavarci delle efficientissime scope? Dopo quaranta anni ho finalmente scoperto il significato di quel misterioso nome che si scrive scantramanu e si pronuncia in tutt'altro modo- Erica Arborea- un umile arbusto vagamente somigliante al rosmarino ma dal legno dei contorti fusti durissimo e pesante al contrario della radice che è sempre durissima ma leggera e totalmente ignifuga per l'alto contenuto in silicio che dà delle pipe uniche e indistruttibili dal tipico legno artisticamente decorato da tanti piccoli occhietti detti a occhio di pernice. 

Veniamo ora al  Gizio in legno Erica arborea di un bel colore rosso con venature più scure, è lungo 10 cm ma da sotto il foro del filo è 8.3 cm come l'originale in gres. Il diametro della corona è 3 cm mentre il fusto sotto gli anelli è 2,5 cm. il foro interno è diametro 1.5 x 2,2 cm e può alloggiare testimoni di ottime dimensioni, anche un piccolo contenitore per liquido. l'incastro è a pressione, il peso è 40 grammi come quello dell'abate Mermet.

I suoi usi sono molteplici e può trovare largo impiego nell'identificazione di specie vegetali per medicina alternativa così come può essere impiegato per determinare le pietre giuste in cristalloterapia. Basta inserire il campioncino nel cavo e il gioco è fatto. Se non si possiedono frammenti di cristalli si possono usare i loro nomi scritti su foglietto a inchiostro nero valorizzati nel decagono per qualche minuto e poi metterli all'interno, girazione oraria il cristallo è quello giusto, girazione antioraria cercare un altro cristallo. Devi scavare un fosso nel tuo terreno e non ricordi dove passa la conduttura del gas? Prendi un portamine da compasso, ci metti dentro un batuffolo di cotone che spruzzerai di gas per accendini avendo l'accortezza di stare lontano da fiamme libere, poi richiuderai in fretta col tappo e lo collochi all'interno del Gizio e inizia a passeggiare per il terreno tenendo sospeso il pendolo col braccio piegato a L leggermente discostato dal corpo, cammina lentamente e osserva il pendolo, stai lavorando in radiestesia fisica, quindi non domandare nulla, aspetta solo la reazione del tuo
pendolo, quando inizierà a girare e oscillare fermati e conta i giri che farà, secondo il Mermet sono 6 in senso orario. per essere sicuro segna il punto trovato e poi spostati allontanandoti di una decina di metri facendo una traiettoria ad angolo di 45 gradi, ora lavorando in mentale domanda al pendolo di indicarti il punto dove si trova il tubo del gas, se indica in direzione del punto precedentemente segnato puoi iniziare a scavare da li altrimenti se sarai fortunato anche l'argento fornisce il numero sei come cifra di serie e forse hai trovato un tesoro nascosto o la vecchia medaglia  votiva di tua nonna persa tanto tempo fa...come tutti i miei strumenti è presente sul catalogo che potete richiedere a:

siamosoloenergia@gmail.com











martedì 26 novembre 2013

Anello del Re; nuove esperienze

Anello del Re nuove esperienze. Ho da trasmettere da parte dell'ultimo possessore del mio anello del Re che ringrazio davvero con tutto il cuore per avermi voluto fare partecipe della sua esperienza e delle sue ricerche. Questo nostro amico che per ragioni di privacy non chiamerò per nome, da tempo lamentava debolezza  e altri sintomi poco piacevoli, così navigando in rete si imbatté nel mio blog e dopo tempo sembra che  questo amico di blog  sia stato scelto dall'anello del Re per dare una prova sensibile e misurabile del suo operato su una persona.
Il quattro novembre di quest'anno  mi scrisse una mail per informarmi che aveva ricevuto l'anello e che lo aveva indossato. 
ecco le sue prime impressioni dopo sei giorni che lo portava al dito:

- Sto iniziando a sentire l'anello! Vado molto cauto perché la suggestione è sempre dietro l'angolo, ho misurato la vibrazione con il pendolo Egizio di Biancospino: tra 12000 e 13000, quindi confermo le tue misurazioni. Niente male per un oggettino di 6 grammi! 


Questo me lo comunicò il giorno successivo e mi lasciò davvero sorpreso;


Alle 16.37  l'anello per 5-10 secondi si è "accesso" quasi scottava... 


Cosa dire invece quando mi giunse questa mail? 


Buongiorno Vincenzo! Ti aggiorno sull'anello: ieri mi ha dato una vampata di calore molto veloce di mattina verso le 9 e 15 di durata 1 o 2 secondi, il tempo di pensare "ma è calore reale o suggestione, sto impazzendo?" e subito ne sento un'altra più lunga di più o meno 5 / 6 secondi. Poi di sera verso le 20 e 15 l'anello si accende nuovamente e il calore dura una decina di secondi o più. Adesso (10.55) ne ho sentita un'altra di 3 / 4 secondi. Mi pare che questa mattina mi abbia dato, dopo la prima, altre tre scariche di calore leggere e brevi (non bollenti come al solito) con intervallo di due minuti l'una dall'altra.
L'anello da subito mi ha fatto un certo timore, mi sento onorato di averlo... la mia impressione è che non sia solo un pezzo di metallo con un formidabile circuito radionico, sembra avere una sua intelligenza legata a delle entità: a me fa pensare agli Angeli... 


Ero davvero di fronte a un'apoteosi dell'anello! Conosco l'amico in questione è non è un pallonaro o un tipo suscettibile, io stesso in diverse occasioni ero stato testimone della forza misteriosa di quest'anello, ma non era finita, il giorno successivo un'altra mail...


Vincenzo non so che dire, oggi pomeriggio altre tre scariche bollenti a distanza più o meno di venti minuti una dall'altra... 


l'amico iniziava a preoccuparsi, ma era tutto normale, le reazioni dell'anello erano solo rapportate al suo bisogno energetico quindi essendo che è un radiestesista provetto gli suggerii di analizzare giorno per giorno col regolo Bovis le sue condizioni energetiche. Con la radiestesia è possibile andare a ritroso nel tempo e scoprire dati che altrimenti sono perduti. Questa al momento è l'estrazione dalla sua ultima mail di due giorni fa...



Oggi ho fatto una prima ricerca, ti riporto i valori ottenuti:
La mia energia un anno fa: 7500

La mia energia sei mesi fa: 7000

La mia energia prima di indossare l'anello: 6000 / 6500

la mia energia adesso: 8500

Caro Vincenzo sembrerebbe che l'anello in meno di 20 giorni ha immesso nel mio corpo quasi duemila Ub. di Energia vitale! Ti dico le mie impressioni sull'anello, che mi sembra ora abbastanza chiaro: lui si è attivato dopo sei giorni, inviandomi continuamente ondate di calore bollenti, poi si è fermato per un giorno e mezzo e adesso sento che l'anello è vivo e mi fa una grande compagnia, a volte si scalda lievemente altre volte mi fa male al dito, insomma svolge il suo lavoro "normale" sul riequilibrio dell'energia.



Una cosa che condivido anche io con il nostro amico  è il dolore che spesso sento agli anulari dove tengo gli anelli. Ora gli chiedo  di voler misurare quanta energia negativa, congesta, infiammatoria a livello corpo, mente, spirito, l'anello del Re ha eliminato  dalla sua persona e anticipatamente lo ringrazio per essersi prestato a rendere pubblici parte delle sue esperienze con L'anello del Re . 

siamosoloenergia@gmail.com


sabato 16 novembre 2013

Cambio l'email

Causa ingovernabilità del mio  account yahoo perchè non da più la possibilità di intervenire sul corpo dei messaggi di testo da oggi risponderò alle vostre mail tramite il nuovo indirizzo di posta elettronica:  siamosoloenergia@gmail.com 
Grazie a tutti per la collaborazione e la pazienza usatami...
Ciao
Vincenzo.

giovedì 14 novembre 2013

La Danza di Gizio

Schubert
Che bello ballar dalle sette di sera fino al mattino canticchiando Lisa dagli occhi blu al giro di valzer del fedele Gizio... Ammattito? Niente affatto, e che si resta incantati a osservarlo ballare a suon di musica. (Ricordo sempre che Gizio è un simpatico vezzeggiativo dato appunto al Pendolo Egizio dall'amica Anna di Verona, la prima a essersi accostata ai miei strumenti  ormai diverse primavere fa... e che colgo l'occasione per salutarla con affetto visto che non ha preteso i diritti d'autore). 
Non serve davvero essere musicisti o bravi ballerini per far ballare Gizio, non bisogna neanche essere delle dolci fanciulle dagli occhi blu per farlo andar su di giri... basta mettergli su un bel brano e osservarlo danzare come un derviscio nell'omonima canzone del gran Battiato...balla, balla e gira mentre si danza...

Basta far così:

Mettetevi comodi alla scrivania con una cosa morbida sotto il gomito per evitare che vi diventi come quello di un tennista, indi per cui fate scivolare il Gizio o altro pendente che sia e dategli la corda necessaria a compiere al massimo i suoi giri e mettete su un brano musicale;  io che sono un nostalgico amante della buona musica del passato ho messo su l'Ave Maria di Schubert seguita da Per Elisa di Beethoven e per finire Feelings, tutte magistralmente interpretate da Richard Clayderman. Tutto bene? Osservate ora i movimenti del pendolo e memorizzateli. Lasciatevi trasportare dalla musica e lasciate libera la vostra mente senza perdere d'occhio la danza di Gizio. Si arresterà alla fine del brano e riprenderà a muoversi al successivo, ma con una leggera differenza. A me ha dato tre diversi tipi di movimento, al primo brano ha iniziato a roteare in senso orario alternando giri a oscillazioni verticali e ha anticipato la fine del brano con cerchi destrosi sempre più piccoli. 

Sarà noto ai più ormai che il pendolo da il meglio di se quando non gli si chiede nulla! Nel secondo brano ha iniziato a oscillare in verticale e ha aggiunto dei veloci cerchi in senso antiorario e ha finito con le oscillazioni verticali. Al terzo brano ha iniziato subito a fare delle oscillazioni a 45 gradi destrosi e alcuni giri negativi  terminando di seguire il brano con i movimenti iniziali. 

In definitiva agli occhi di un profano sembrano dei movimenti senza senso, ma in realtà i differenti movimenti del Gizio hanno un significato ben preciso.  La musica è per il compositore come le impronte digitali, ognuno ha le sue. Il Pendolo col suo movimento ha solo identificato l'autore dell'opera e non l'esecutore, in questo caso i tre distinti artisti, Schubert, Beethoven, Morris Albert.

Basta usare un po di fantasia per scorgere l'ergersi di tutto il potenziale di questo umile strumento e come diceva spesso il Grande Pietro Zampa: << Provare per credere >>.

Volete vedere Battiato danzare bene quasi quanto un Gizio? eccovelo Qui

Buon divertimento e a  presto.



domenica 3 novembre 2013

Radiestesia e lotto

GIZIO IN EBANO DEL GABON
Radiestesia e lotto. Ecco come provare a vincere al lotto con la Radiestesia e il pendolo Egizio. A volte è proprio vero, non tutti i mali vengono per nuocere...questa volta parliamo dei doni dell'informatica in barba  ai nostri bravi legislatori che  se le inventano tutte per renderci sempre di più impossibile la vita e la realizzazione dei  nostri sogni. Io odio il gioco d'azzardo e sono contro qualunque tipo di gioco che causa dipendenza.  Per poter usare questi miei strumenti bisogna studiare  la Radiestesia, essere lucidi e ben equilibrati e  conoscere altrettanto bene il pendolo e i suoi movimenti senza dimenticare mai che è solo un gioco per sognare un po senza farsi male...

Chi non ricorda con nostalgia il sabato sera quando la bionda formosa di rai due  annunciava solenne signori e signore ecco a voi in diretta da Roma le estrazioni del lotto? Che emozione, nonostante gli imbrogli nessuno dubitava mai dell'angelica virtù di quella creaturina bendata che una dopo l'altra estraeva le cinque sfere magiche che avrebbero determinato la gioia e la tristezza di molti italiani. Poi ci fu lo scandalo e il bimbo fu sostituito da un sinistro marchingegno ad aria compressa che a detta di tutti era incorruttibile...ma anche i suoi giorni erano contati e ben presto chi di dovere  tirò fuori il cervellone perfetto, colui che avrebbe debellato una volta per tutte ogni forma di sospetto attorno all'estrazione dei numeri più amati e odiati d'italia, "il Computer" so tutto io. 

In teoria le combinazioni generate da tale cervellone dovrebbero essere infinite o li vicino ad esserlo. Ma questo discorsetto lo rifiliamo ai nostri bisnonni che di PC ne capivano un' acca. Il  cervellone, anche il più sofisticato funziona con un sistema detto binario formato da tanti 0 e 1 che alla fine danno sempre un numero finito di operazioni logiche. 
Bene prima che mi ingarbuglio e perdo il filo, eccomi al dunque! Dal più antico manoscritto di radiestesia all'ultimo manuale scritto da me c'è sempre specificato che è impossibile ricavare i numeri per giocare al lotto col pendolo perchè il nostro simpatico Gizio purtroppo ha un limite, non può predire il futuro e non può determinare ciò che ancora non esiste. 

Questo era così grazie al bimbo bendato che a caso estraeva una sfera dopo l'altra. Cosa importante il Caso, nell'antico testamento e anche nel nuovo estrarre a caso o gettare la sorte vuol dire interpellare la volontà di Dio perciò è profondamente immorale scommetterci su o cercare di indovinare che cosa è uscito. Bene! tutti sappiamo che per il PC il caso non esiste perchè ogni suo passo viene elaborato da un'operazione di analisi logica basata sulla combinazione binaria dei numeri 0 e 1. Allora lo avete capito oppure no? Grazie alle estrazioni computerizzate l'uso  della Radiestesia col pendolo per cercare di indovinare i numeri del lotto e superenalotto è finalmete diventato realtà!!! 

 Resterà pur sempre una cosa difficile ma non impossibile, all'uopo già da tempo  ho  ideato un piccolo programma radiestesico per determinare i numeri da giocare al lotto e superenalotto. Il Kit è composto da degli appositi quadranti e un pendolo Egizio in Ebano del Gabon nero come il carbon...realizzato sempre da me come tutti gli strumenti del blog (Anello e ciondolo a parte ma che comunque sono sempre un mio progetto). Cosa ha di diverso dagli altri miei pendoli questo Gizio nero? A parte il legno pregiatissimo  lo sanno tutti che il nero si auto scherma perchè respinge tutte le forme di energia quindi questo fa si che diventi uno strumento ancor più affidabile del già affidabilissimo Gizio tradizionale...Ricordo sempre che realizzo Pendoli Egizi in diversi tipi di legno, Biancospino, melo selvatico, pero selvatico, noce italiano, erica arborea, mimosa per ricerche emozionali, Agrifoglio.

Come sempre chi fosse interessato al Kit di radiestesia Pendolo Egizio +   apposito tabellone per estrarre i numeri del lotto  mi contatti pure nell'usuale modo:
siamosoloenergia@gmail.com

lunedì 21 ottobre 2013

Rosetta di Mager

Rosetta di Mager. Questo quadrante ideato dal radiestesista francese Henri Mager è uno strumento ideale per stabilire radiestesicamente il grado di purezza dell'acqua. A ogni colore è associato uno o più significati. Far oscillare il pendolo sull'acqua che si vuol testare e col dito della mano libera o con l'estremità di una bacchetta appuntita toccare i colori uno alla volta dando al pendolo il tempo della risposta.
Vedere quale colore fa reagire il pendolo:

  • Bianco, acqua di molte fonti reputate curative o dove sono presenti sali di argento
  • Nero, acqua corrente che può seriamente compromettere la salute della gente che vive in quella zona
  • Grigio, acqua inquinata o che contiene piombo o altri tipi di sostanze dannose per la salute
  • Rosso, acqua ad alto contenuto di ferro. 
  • Giallo, acqua dura, contenente  sali tipo il magnesio o il calcio
  • Verde, acqua con qualche tipo di mineralizzazione come il rame o lo zolfo
  • Blu, acqua potabile normale o acqua di rubinetto non dannosa per la salute
  • Viola, acqua purissima, acqua di fonte la migliore possibile.

Acqua miracolosa

La fontana si trova sotto l'altare
Acqua miracolosa. Scrivo questo articolo solo come testimonianza e rendimento di grazie per l'infinita bontà di Dio che ama manifestare la sua potenza attraverso i mezzi più semplici e alla portata di tutti come può essere il bere un sorso d'acqua. Esperimento con l'acqua miracolosa della Madonna alla fontana...chiedo scusa all'amica che mi ha mandato il campione di acqua per il tanto ritardo nell'effettuare il test radioestesico ma se ho agito così è stato per un motivo ben preciso. Vedere prima di tutto se c'era stata una variazione dai valori iniziali e questo poteva accadere solo aspettando il trascorrere del tempo. Sono trascorsi tre mesi e il campione rimasto sempre al buio sigillato ermeticamente non ha prodotto sedimento e questo è già un buon segno di purezza inusuale per della semplice acqua di rubinetto. Certo io non sono un esperto di acque e le mie affermazioni sono solo frutto delle mie ricerche  ma il fatto che sia acqua potabile esclude che a qualcuno possa far male quindi almeno da questo lato sono tranquillo nel consigliare a chi ne può aver bisogno per guarire dai disturbi dello scheletro come pare la fontana sia già storicamente nota Che può tranquillamente berla affidandosi con personale preghiera alla madonna alla fontana.

Fonte wikipedia che trova comune riscontro in tanti altri documenti:
Secondo una tradizione fu Charles II d'Amboise governatore di Milano nel periodo di Luigi XII di Francia, dopo essere stato guarito dall'acqua della fonte già famosa per le proprietà taumaturgiche posta in quel luogo, a volere nel 1507 l'istituto; qui potevano essere trasportati "li richi che forse de ogni negritudine vorano essere curati".
Il progetto della chiesa fu a lungo attribuito a Leonardo da Vinci - ma anche a Bramante e a Cristoforo Solari per la presenza di elementi architettonici ispirati dai monumenti classici - fino a che nel 1982 l'archivista Grazioso Sironi ritrovò e pubblicò un contratto del 17 marzo 1508 in cui l'architetto Giovanni Antonio Amadeo appare come il vero progettista ed esecutore.
Già il Cesariano nel Cinquecento indicava Santa Maria alla Fontana come una delle tre strutture sanitarie principali a Milano, insieme alla Ca' Granda e al Lazzaretto.
Nei tempi antichi l'acqua prodotta da una fonte sotterranea alla base del santuario era considerata taumaturgica ed indicata per curare in particolare disturbi dell'apparato osteo-articolare come artrosi e artriti. Nel XIX secolo, a causa dell'incendio di un'attigua fabbrica di bitume, la falda acquifera originaria si inquinò e la fonte venne chiusa; dagli 11 ugelli presso la chiesa oggi fuoriesce comune acqua di rubinetto proveniente dall'impianto idrico dell'acquedotto cittadino.
Ora quel tempo è giunto ed ecco di seguito la lista di esperimenti condotti sul benefico liquido:

Appena giunta l'acqua aveva un valore vibratorio di 190.000 Ub
Oggi a distanza di 3 mesi il suo valore è 190.000 Ub
all'esame della Rosetta di Mager l'acqua è risultata comune acqua di rubinetto
Dopo bollitura il valore vibratorio dell'acqua è di 190.000 UB
nell'acqua sono presenti tracce di: 
calcio 10%
ferro 30%
magnesio 40%
sodio 50%
nitrati 15%
nitriti 5%
Le tracce dei suddetti minerali sono  in percentuale espresse in mg per litro e sono solo indicative della differenza fra un elemento e l'altro e non rappresentano la vera percentuale presente nell'acqua.  La sola alta presenza di sodio non ne fa di certo un'acqua salutare quindi le sue presunte caratteristiche curative sono sicuramente di origine soprannaturale. Santa Maria Alla fontana prega per noi...io e mia moglie che come tanti soffriamo di disturbi articolari abbiamo iniziato a prendere quest'acqua unitamente alla recita di una preghiera nella misura di cinque gocce al giorno diluite in mezzo bicchiere di acqua minerale. (l'acqua che abbiamo è poca e abbiamo paura che finisce troppo presto)


sabato 19 ottobre 2013

Girazioni,oscillazioni,spirali

Abate Mermet
Restiamo in tema, le onde di forma sono ormai il mio diletto e la mia passione. Il primo a identificarle ma non a capire cosa fossero fu l'abate Mermet: Egli era un vero portento della natura, ideò e sfrutto al massimo la Teleradioestesia cioè la ricerca a distanza di  malattie, acqua, petrolio, oro, gas, carbone e persone scomparse. Tenne in scacco gli geologi e ricercatori per almeno un trentennio con le sue sbalorditive ricerche e ritrovamenti. Chi non ricorda il disastro del dirigibile Italia pilotato da Nobile e disperso al polo nord? Fu l'abate Mermet e il suo pendolo a dare le coordinate perfette per ritrovarlo ancora vivo e vegeto con i superstiti del suo equipaggio. De Belizal formulò la definizione delle onde di forma ma Mermet ne enunciò il principio con parole piu semplici e pratiche. Girazioni, oscillazioni, spirali. Egli stabilì in assoluto che queste onde hanno delle varianti e delle costanti e grazie a esse si può ritrovare qualunque cosa sia essa in aria che sulla terra che sottoterra sia essa cosa inanimata, viva  o morta.

L'abate Mermet era un sacerdote cattolico francese molto legato alla chiesa e alla sua dottrina, quindi eseguiva una radiestesia pura scevra da qualunque tipo di contaminazione occulta o pagana. così era riuscito a trovare delle costanti riproducibili in laboratorio che innalzavano quest'arte alla pari della scienza ufficiale. Finchè i suoi allievi seguirono le sue direttive e insegnamenti ottenevano alla pari di lui enormi successi ma come ogni scienza pura si fece dei detrattori che alla sua morte iniziarono a confutare i suoi insegnamenti e le sue teorie tanto che la radiestesia è tornata a essere quella pratica scimmiottata dagli scienziati di tutti i tempi.

Faccio un esempio pratico, lui sosteneva che il numero di serie dell'acqua su una mappa è 7. ora altri sostenevano che per loro erano 8 antiorari e molti insistevano sul fatto che le girazioni e oscillazioni erano strettamente legati alla sensibilità personale. lui invece diceva di no e che per arrivare al numero esatto di girazioni bisognava esercitarsi molto e essere molto onesti con se stessi. Beh di questi signori nessuno trovò mai un ragazzo rapito da un'aquila o una sorgente d'acqua dolce al centro di una palude salmastra stando seduto alla propria scrivania nella sagrestia della sua parrocchia. Ho avuto la fortuna tempo fa di acquistare l'ultima copia del suo libro (pubblicato dalla casa editrice astrolabio nel 1977) al momento presente sul mercato italiano, era ed è ancora l'eroe nazionale della Francia, sempre in prima pagina sui giornali sempre con una nuova impresa riuscita. Mentre lo leggo e rileggo e osservo il mio pendolo girare e oscillare su argento, rame, oro, fotografie di persone e animali mi domando: - Sarà mai possibile per la radioestesia affermarsi ai giorni nostri come si era affermata con l'abate Mermet?
Dimenticavo, le girazioni dell'uomo sono 19 sia esso vivo che morto o addirittura fossile. Oltre questo numero di girazioni uguale per tutti, ogni persona ne ha uno personale che varia leggermente con l'età. Il numero di girazioni del cavallo sono 18. Ne consegue che senza un'adeguata preparazione si rischia di confondere queste informazioni e su una mappa invece di inseguire un disperso ci si può trovare a inseguire un cavallo...almeno in alcune parti del globo...Ne consegue che non è affatto difficile far muovere un pendolo, ma il complicato è capire perchè si muove...a questo si riferiva Galileo quando affermò l'infelice frase: Eppur si muove! Pensava appunto al pendolo che aveva usato per determinare il movimento della terra. Ma questa convenendo col menestrello è un'altra storia!!