sabato 15 marzo 2014

Rosmarino;olio essenziale

Rosmarino;olio essenziale. Sono  molti i possessori del mio ultimo libro, "L'uso del Terzo Occhio" e su richiesta di alcuni  che faticano un po a usare questa facoltà ho deciso di venir loro incontro con qualche consiglio. Nell'ultima versione del libro c'è un capitolo dedicato all'uso di diversi ausili naturali quali gli olii essenziali e i fiori di Bach utili all'attivazione. Parlerò oggi dell'olio essenziale di rosmarino. Questa umile pianticella ornamentale dei nostri giardini nasconde delle meravigliose caratteristiche, oltre a essere essenziale per le patate al forno e molti piatti di carne speziata, dal suo legno si estrae un olio pregiatissimo dalle caratteristiche uniche, di seguito estrapolate da un prontuario di prodotti naturali e poichè non ci tengo a fare pubblicità occulta, non ne svelerò l'origine, io per i miei oli essenziali mi rivolgo al mio erborista di fiducia, tale Don Gaetano. Presumo che voi farete altrettanto...

Olio Essenziale di Rosmarino spremuto a freddo,  naturale al 100/100; usi e impieghi:

- stimola la circolazione del sangue e la muscolatura. Rigenera le cellule epatiche e della colecisti. Trova impiego nel trattamento dell'arteriosclerosi,  in alcuni tipi di colite diarroica e generalmente negli stati di esaurimento e affaticamento. Nella scarsa lucidità mentale e di pensiero e in chi tende a vivere di illusioni.
Purifica l'energia del primo chakra donando nuovo vigore sessuale. Molto indicato per il sesto chakra, favorisce l'attività mentale mettendo in risalto le varie sfumature della realtà, aiutando a fare distinzione fra illusione e realtà. Accresce la consapevolezza del se superiore e dona protezione; in taluni casi sviluppa doti nascoste di sensitività. -

Lasciando la parte curativa del rosmarino a un idoneo terapeuta io mi occupo della parte che mi compete e cioè quella legata al Terzo Occhio. L'uso di questo estratto oleoso, il suo profumo, le essenze presenti fanno si che si attivino le facoltà nascoste laddove esistono in maniera latente. Cosa ho detto io del Terzo Occhio? Esso è una facoltà dell'anima legata al cammino spirituale di ognuno e  emerge nel corpo fisico quando questi è in grado di servirsene. 

Fare esercizi di apertura piu che confermare se possediamo oppure no questa facoltà sta piu a indicare a che livello di spiritualità siamo giunti. Gli esercizi del Terzo occhio sono inoltre un campanello di allarme della nostra condizione psicofisica a livello di salute energetica, se siamo liberi da negatività o aggressioni di origine occulta. Tutti questi fattori inibiscono il Terzo Occhio e ne limitano l'uso consapevole. 

Quando non riuscite in un intento, non dite subito, sono un incompetente, un fallito etc...ma pensate piuttosto a chi giova il vostro fallimento, quindi domandatevi sempre: - a chi disturba la mia crescita personale? Chi vuole impedirmi di sviluppare i sensi che Dio mi ha donato? Sono sicuro che troverete una risposta soddisfacente che riuscirà a scagionarvi e rendervi piu consapevoli di non essere gli unici responsabili dei vostri limiti...da qui inizierà la vostra crescita. 

Buon appetit...ehm...buon lavoro. Ve lo dissi che ho la mente in pulùllio creativo.

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venerdì 14 marzo 2014

Pulizie di primavera


Pulizie  di primavera  con diverse opzioni per andare incontro alla bella stagione con una casa perfettamente equilibrata e energizzata con le pulizie di primavera.
La primavera è alle porte, il sole fa capoccella di fra le nubi sempre piu carico di sano calore e ogni giorno piu ricco di energia vitale grazie al moto eccentrico del nostro bel pianeta attorno alla sua ellisse.  Come iniziare a ripulire la casa dai miasmi dell'inverno?  

Gli angoli della casa, specie i bagni e la cucina, ma spesso anche le camere da letto a causa delle materie prime impiegate per intonaci e pitture diventano facile covo di muffe e funghi.

Ricordo negli atti ottanta si usava pittura lavabile alle pareti e tempera ai soffitti. Roma poi con le sue infinite cave di puzzolana, lo stucco romano a base di polvere di marmo e calce steso ad arte sugli intonaci a calce formata appunto da un'amalgama di puzzolana e calce macinata con la molazza. La puzzolana è terreno lavico frutto di eruzioni preistoriche di cui è ricca tutta la zona dei castelli romani. 

Ora la usa solo qualche muratore nostalgico  della capitale e delle altre zone del sud Italia dove essa si trova, in Campania e Sicilia. Un altro tesoro perduto in nome della modernità. Comunque veniamo a noi, chi volesse arieggiare in maniera energetica la propria casa gli consiglio di farlo seguendo questo schema che si basa sulla posizione della Luna e dello zodiaco:
- pulire, lavare rovistare in casa in Luna calante  il 20 e 21 marzo, quindi arieggiare dal 22 al 28 e il 29  e 30  si può di nuovo lavare e pulire per chi non lo avesse fatto prima.

Non essendo io Pico de Paperis per chi volesse approfondire l'argomento,  specifico che ho appreso queste dritte dal prezioso manuale di Johanna Paungger e suo marito Thomas Poppe   - Servirsi della Luna edizioni  -  TEA.

Questo è solo il primo passo per avere una casa sempre in "forma". A chi interessa l'argomento è invitato a seguire il blog nei prossimi giorni perchè  parlerò dell'uso della barra di Atlante quale supporto protettivo liberante e  equilibrante delle energie cosmiche e non solo circolanti in casa a motivo di stress, nervosismo, sonni agitati e molto altro.
Parlerò ancora sull'uso del pendolo Egizio  per identificare i punti caldi della casa e raffreddarli.

Darò ancora dei suggerimenti per ripulire da eventuali energie negative la casa e il perimetro.

Ancora un articolo per dire come realizzare una torre radionica da inserire nel perimetro della casa per mantenere lontane varie specie di parassiti a due e piu zampe...

Che dire?  Questa primavera mi trova molto prolifico di nuove idee germoglianti... chi fra voi timidine e timidoni volesse interagire ricordo sempre che ci sono i commenti e la mail, dunque approfittatene perchè non durerà:

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venerdì 14 febbraio 2014

Il segreto della chiocciola

chiocciola logaritmica
Spirale a chiocciola: Questa spirale nata dalla genialità del Creatore, un gioiello unico che si trova in natura alla base di ogni essere vivente. La sua caratteristica è che si espande nella crescita in progressione geometrica variabile da una specie all'altra mantenendo inalterate le sue caratteristiche di base. Le sue capacità a tutt'oggi sono g un mistero non dimostrato. Nella lumaca questa forma esprima tutta la sua potenza benefica fornendo a quest'animaletto non solo un'abitazione di prim'ordine ma anche delle proprietà altamente medicamentose. De Belizal ne era entusiasta poichè la usava regolarmente per cicatrizzare le ulcere varicose. Lui e la sua compagnia erano convinti che questo fosse possibile grazie alla forma della chiocciola e lo dimostrarono con ampie prove di laboratorio realizzando una chiocciola in rame. 

La chiocciola  incisa  emette notevoli vibrazioni dell'aura sia in fisico che in vitale senza doverla orientare quindi è perfetta per fare un ciondolo. Cosa significa fisico e vitale? Ho impiegato del tempo per distinguere fra le due dizioni. Fisico è facile, vuol dire che si può usare le emissioni per intervenire a livello fisico su malattie e disturbi vari. Vitale significa l'aura, i campi energetici di ogni vivente e un emettitore come la chiocciola è in grado di intervenire sui valori dell'aura, colori, centri energetici, chakra, riequilibrandoli al loro valore ottimale. Può essere usata come circuito radionico al posto della spirale e come questa non necessita di orientamento sui punti cardinali.

Sono anni di ricerche che dedico a questa forma, per cercare il rimedio perfetto e sono giunto alla creazione della spirale Karnak. Unendo come aveva già fatto de Belizal il potere della chiocciola a quello del sigillo  dell'anello del Re sono riuscito a ottenere uno strumento capace di tridimensionalità. Il sigillo Karnak protegge dalla negatività in generale e piu specificatamente dalle forme pensiero e da tutte le emissioni negative naturali e cosmiche e in una certa qual misura anche dall'azione prodotta da riti e magie negative, disgrazie e incidenti nonché da furti.

chiocciola sezionata
La chiocciola lavora esclusivamente sul piano fisico e vitale di una persona inviando energia positiva e risanatrice sia al corpo che al corpo aurico. Energia che andrà a combinarsi a quella del sigillo Karnak potenziandosi l'un l'altro. Basterà tenere questo gioiello energetico al collo per assicurarsi l'efficacia della sua azione risanatrice e protettiva del  corpo, dell'aura e della propria vita.
Le conclusioni dei miei studi e sperimentazioni sono ora in maniera del tutto confidenziale nelle mani del mio Orafo il quale le sta trasformando nella Spirale di karnak, un portentoso gioiello e ben presto sarà esposta su questo blog. Sarà realizzata in argento, il costo sarà molto contenuto in linea con l'austerità che caratterizza questo inizio di secolo che coincide con l'inizio della prima guerra mondiale e se andiamo a leggere fra le cronache dei governi del tempo della nostra povera Italia ci renderemo  conto che per questi signori purtroppo non c'è stata evoluzione, gli stessi opportunisti, le stesse caste, invece della corona svetta il presidenzialismo ma lo sfruttamento del popolo è tale e quale...ma questa al solito è un'altra storia e da essa ahimè non c'è sigillo che possa liberarci...
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sabato 8 febbraio 2014

Anello Karnak oppure ciondolo?

Howard Carter  (in piedi a sinistra)
 lo scopritore dell'anello del Re
Parlare del mio anello  è per me sempre motivo di grande gioia, sono contento della sua propagazione sul web, da quando ho deciso di realizzarlo e proporlo tramite questo blog ovunque vado in internet lo si trova in vendita...Purtroppo  molte sono imitazioni scadenti e mal fatte  ma ci sono anche delle realizzazioni stupende in oro o argento. Diffidate dai modelli aperti e da quelli con tanti fori, spesso sono fatti con riti magici e l'anello non ne ha davvero bisogno, ne di attivazione e ne di riti propiziatori. Date retta che ormai sono un esperto in materia e non sempre la magia è positiva. 

Ci sono giorni che specie l'anello destro sembra volermi tagliare il dito tanto è forte la sua azione, e quante volte mi corico la sera che sono neri e il giorno dopo tornano a essere lucidi e brillanti come appena ritirati dall'orefice. Sono ormai tre anni che li porto senza averli mai tolti dalle dita, i miei reni sono ancora qui al loro posto mentre purtroppo tutti gli altri poveretti che conobbi in ospedale all'epoca che scoprii la mia insufficienza renale sono ormai tutti da molto tempo in dialisi. 
Sarò pazzo, forse un illuso o un miracolato ma fatto sta che i miei reni funzionano ancora nonostante io faccio poco o nulla per guardarmi,  tranne  limitare il consumo di carne e derivati, sale compreso. 

Un altro dato positivo dell'indossare due anelli mi viene dalle mani, ricordo che avevo le mani sempre gonfie, per chi ha visto il mio video sull'uso della bacchetta cannone o il pendolo egizio ha potuto notare che avevo delle belle dita a salsicciotto, dovute un po al sovrappeso e molto alla ritenzione idrica. 
Ora di peso sono sempre lo stesso, in pratica oscillo da 81 a 86 kg ma le mani non sono piu gonfie e gli anelli spesso si sfilano. Avevo lo stesso problema sulle cosce, andando a quando mi rialzavo da sul water i gomiti avevano lasciato un incavo nel punto di appoggio. Una cosa questa che ora mi accade molto raramente. 

Le mie condizioni sono così stabili che dovendo affrontare il problema alla tiroide, (un nodo di cm 5x7 cm di diametro che mi soffocava sul lato sinistro) ho potuto fare l'intervento laser con la dose completa di anestesia senza che i reni ne hanno minimamente risentito. ( due anni fa la prima volta al nodulo di destra mi fecero una dose minima di anestetico)
Ovviamente continuo a essere a rischio dialisi ma grazie al mio impegno spirituale e al continuo lavoro degli anelli nel proteggere i reni dall'accumulo di energia negativa e di purificazione continua sono convinto che dureranno ancora per molti anni. 

Sigillo Karnak (senza fori)
Tornando al nostro caro anello che è per me un insostituibile amico e compagno di vita, consiglio a chiunque di portarne uno e non ho la pretesa di dirvi io dove procurarvelo, solo vi suggerisco di guardarlo nei particolari che vista la dimensione ridotta del sigillo deve essere perfetto; fori, punti, imperfezioni di lavorazione o di fusione sui triangoli, le batterie, ne inficiano molto il funzionamento. Assicuratevi che i triangoli siano con l'apice acuto e non rettangolo altrimenti generano V-, così anche i modelli con le batterie piramidali sono dei potenti emettitori di V- . 

In rete si trova tutto e il contrario di tutto, e molti scopiazzano qui e la approfittando del sapere altrui per sbarcare in lunario o spacciarsi per esperti. Nessuno mi può negare il tempo che ho impiegato nella stesura delle proporzioni del sigillo, le dimensioni dell'anello, il materiale da usare. Lo conosco in ogni dettaglio e l'anello del Re  non ha segreti per me perchè ho iniziato sperimentando il sigillo realizzando la barra di Atlante, ho realizzato con esso riequilibratori di ambiente, neutralizzatori di faglie sotterranee, insomma ho sfruttato con successo ogni peculiarità di questo potente strumento e  quando  vedo un anello  so già se funziona o se è solo una rozza imitazione. 
Grazie al mio amico orafo non è un prodotto di serie, ma ogni anello è un pezzo unico che costa molte ore di lavoro per finirlo a misura ma alla fine il risultato paga di tutti i sacrifici sostenuti e un nuovo gioiello prende luce per il suo fortunato possessore. 

Ora viste le continue richieste del sigillo Karnak per ragazzi/e adolescenti  a foggia di ciondolo soprattutto perchè è virtù dei giovanissimi perdere tutto abbiamo deciso l'orafo e io di realizzare un ciondolo particolare, sarà una spirale oraria a forma di sigillo Karnak esemplare unico nel suo genere Più economica ma egualmente efficace, studiata da mesi nei minimi particolari adatta a tutti, da tenere al collo o appesa su  un braccialetto o addirittura come portachiavi. Presto i dettagli su questo blog. A questo proposito accetto suggerimenti...
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Terzo Occhio; come usarlo

Terzo Occhio. Il Terzo Occhio è un senso straordinario che nella sua semplicità lascia interdetto chi crede che chissà cosa serva per poterlo usare...
Il criterio della sua esistenza si basa sulla crescita spirituale. 
Le sue applicazioni spaziano dal passato al presente al futuro prossimo. 
Le visioni date dal Terzo Occhio sono sempre soggettive e non riguardano realtà diverse da quelle in cui l'osservante è coinvolto.

Significa che il Terzo Occhio non è in grado di vedere verità escatologiche ad esempio sul destino dell'umanità o la nascita di una stella. 
Il Terzo Occhio è utilizzabile nel maggior benessere dell'interessato e di tutti quelli naturalmente coinvolti, amici, parenti, collaboratori, datori di lavoro, ecc. 
Si può col Terzo Occhio vagliare i propri progressi e le proprie scelte spirituali, determinando di volta in volta che tipo di preghiere, visualizzazioni, meditazioni fare per la propria crescita o il bisogno spirituale del momento. Allo stesso modo si può sottoporre alla Vista del terzo Occhio il vaglio di progetti, viaggi, vacanze, investimenti. 
Se non si supera il limite di uso, col Terzo Occhio si può vedere in anticipo qualunque tipo di decisione importante...Il limite d'uso del Terzo Occhio è dato dall'espressione evangelica:  - Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te -.
Altrimenti si avranno visioni di tutti i tipi ma piu ci si allontana dalla verità e piu esse saranno solo frutto della  fantasia e indurranno in errore. 

Per poter Usufruire della vista del  terzo Occhio bisogna essere in buone condizioni di salute e equilibrio energetico perchè l'uso di questo organo consuma molta energia vitale. 
Per un uso corretto che non costi troppo dispendio energetico è consigliabile sempre aprirlo dopo un esercizio spirituale in condizioni favorevoli e in ambiente adatto, spiritualmente protetto da negatività   e da disturbi di terze persone che possono interrompere la sessione. Molto utile in fase di preparazione l'invocazione del proprio Angelo tutelare o la personale Guida spirituale. 

Nel mio libro L'uso del Terzo Occhio che si avvia ormai alla seconda ristampa sono descritti passo, passo tutti gli esercizi spirituali da compiere per arrivare ad usare il Terzo Occhio in maniera consapevole e senza troppo dispendio energetico. 

Come previsto dal mio Terzo Occhio in fase di realizzazione il suddetto libro ha faticato non poco a decollare, anche per la scelta di stamparlo in cartaceo e non darlo via in e-book... comunque ora che la sua richiesta è divenuta regolare mi stanno dando soddisfazione le molte mail che ricevo da parte di lettori che sono riusciti ad usare il Terzo Occhio grazie agli esercizi da me suggeriti. 

Ho scritto questo articolo per dare maggiori informazioni ai visitatori che trovando la locandina del libro sul blog sono costretti a scrivermi per avere maggiori informazioni sul suo contenuto. 
Il libro si sviluppa come un percorso da fare in sei giorni.
Per ogni giorno ci sono degli esercizi specifici.  
si parte dalla pulizia del Terzo occhio,
gli esercizi di protezione per giungere
a quelli di apertura.

Il libro non contiene teorie o ipotesi, solo nozioni pratiche per l'uso consapevole del Terzo occhio da parte di chiunque sia impegnato in un percorso di crescita spirituale senza limiti di  cultura,  credo religioso o altro. Questa è l'unica condizione richiesta per avere delle buone probabilità di successo: 
<< Essere addentrati in un percorso di crescita spirituale >> e accostarsi a esso senza pretese, con umiltà e pazienza. 

mercoledì 5 febbraio 2014

Pratica della Radiestesia sul campo

Pratica della Radiestesia sul campo. Durante il week end scorso con un gruppo di amici radiestesisti e famigliari ci siamo riuniti per un incontro dedicato al nostro strumento preferito:  Gizio. Eravamo in 5 tutti in possesso di  pendoli egizi, (alcuni realizzati da me). Pratica della Radiestesia sul campo; per l'esecuzione delle gare abbiamo scelto un pezzo di terra al limite di un bel bosco di piccole conifere in crescita, l'ideale in inverno per nascondere qualcosa senza essere visti. Volevamo provare la strumentazione all'aperto, alcuni fra noi avevano dei pendoli apribili per testimone, il tempo ci venne in aiuto, uno scorcio di primavera nel bel mezzo di Gennaio.
L'unica cosa di cui mi rammarico è che non abbiamo scattato foto ma ci siamo ripromessi di ripetere l'esperimento.
Abbiamo trasformato l'ampia radura in una grande scacchiera e ne abbiamo riportato su mappa le coordinate approfittando di un paio di coniugi non appassionati di radiestesia che si sono gentilmente offerti di bendarci e andare a disporre i vari oggetti da cercare nascosti fra l'erba e gli arbusti confinanti la radura sul lato dove inizia il bosco che poi si inerpica lungo la montagna.  
La ricerca sul campo è stata fin da subito molto eccitante, tanto che abbiamo deciso di affinarla utilizzando le varie tecniche illustrate nei manuali classici di radiestesia. 
Abbiamo passato in rassegna gli insegnamenti di Zampa, Bendinelli e Farkas, riguardanti la ricerca sul campo e a distanza. 
Abbiamo alternato ricerche su mappa a quelle sul campo, riportando ognuno un bel numero di successi mentre chi non impegnato nelle gare si prodigava a preparare il pranzo cucinando bistecche alla brace e panini con salsiccia funghi sottolio e scapece di melanzane, zucchine e peperoni con antipasto di olive e formaggio di capra il tutto ben annaffiato da dell'ottimo vino rosso rubino. Devo ammettere che verso la fine della giornata le nostre mani non erano piu tanto ben ferme da riuscire a trattenere con successo il Gizio ma questo finì solo col chiudere in bellezza una giornata memorabile. 
Avevamo fatto foto di tutti gli oggetti da recuperare, portato pezzetti di rame, ottone, ferro, plastica, da inserire nei pendoli cavi e affinare così le ricerche piu difficili. 

Le ricerche che piu ci dettero soddisfazione furono quelle sul campo,   in Radiestesia Fisica sicuramente perchè tutti gli oggetti erano nascosti entro un raggio  non troppo lontano e quindi visibile da tutte le direzioni del campo di ricerca. 

Questo ci portò a notare che le cartine dopo le prime ricerche divenivano inutilizzabili per via della rimanenza e che dovevamo continuamente ripulirle spolverandole o fumigandole con lo zolfo cosa non del tutto piacevole così le accantonammo per passare alla ricerca diretta e fu anche occasione di fare esercizio camminando nelle varie direzioni indicate dal Gizio sui bordi del campo. 

Un altro strumento che ben si prestò alle ricerche fu il biotensor, ne avevamo uno a testa e così potemmo fare un raffronto fra i due strumenti. anche in questo caso le ricerche non tardarono a dare frutto, Si partiva da circa metà lato del prato, e si domandava mentalmente: - in che direzione si trova l'anello in rame che sto cercando il cui testimone tengo nella mano libera? Immancabilmente iniziava a muoversi indicando una direzione che veniva subito segnata sul terreno tramite due picchetti. Fatto questo  muovendosi verso il limitare del campo ci si fermava e si tornava a domandare: - in che direzione si trova l'anello in rame che sto cercando il cui testimone tengo nella mano libera? 


La successiva oscillazione indicava senza errore il punto di intersezione con il punto precedentemente segnalato e a questo incrocio si trovava l'anello di rame cercato. Con questo sistema riportammo a casa quasi tutti gli oggetti che i nostri amici avevano sapientemente nascosto all'interno del terreno di prova. su venticinque oggetti, (cinque a testa) ne rientrarono solo ventidue, e questi tre non riuscirono a ritrovarli neanche loro che li avevano nascosti. 
Questo mi ha dato l'idea per questa primavera di organizzare ancora delle giornate dedicate alla ricerca Radioestesica, nessun libro o manuale vale tanto quanto una giornata a fare pratica all'aperto. Ci si sente un tutt'uno col proprio strumento, ci si rende finalmente conto che la Radiestesia non è nulla di paranormale ma solo una componente della natura, un istinto che l'uomo ha perso grazie alla propria civilizzazione e che nulla piu della natura selvaggia  e incontaminata può aiutare a far riemergere dal subconscio individuale e collettivo.






















giovedì 19 dicembre 2013

Quadranti per Radiestesia

Quadranti per Radiestesia.  Durante il periodo natalizio che si prospetta quest'anno all'insegna dell'austerity poichè (ahimè) abbiamo dovuto pagare il panettone  agli esponenti del nostro  governo...dicevo chi non vuole leggere racconti può volendo se non gli trema troppo la mano  dedicare il tempo libero per divertirsi a fare ricerche col pendolo e sfruttare questo secondo piccolo dono che  faccio per l'occasione di questo Natale 2013 a tutti i visitatori del blog CLN. Questo è infatti il secondo dono  per queste feste che sono già alle porte, magari a tanti di voi già l'ho dato e allora non vi resta che attendere il terzo omaggio...
Dal mio sito Pranopratica potete scaricare nel menù alla pagina Quadranti per Radiestesia il vostro omaggio. 
Questo è il link diretto al sito:

Quadranti per Radiestesia       

Buone feste, 
siamosoloenergia@gmail.com

lunedì 9 dicembre 2013

Sigillo Karnak piramidale per anello del Re

Sigillo karnak a forma piramidale
Sigillo  Karnak piramidale per anello del Re. Grazie a internet ci sono in rete una bella varietà di informazioni, riguardo a ogni argomento. Sperimentatori audaci e ben armati di buona volontà si improvvisano a ricercatori delle misteriose onde microvibratorie emesse dalle forme per piegarle o utilizzarle con successo piu o meno riuscito ai propri bisogni. Uno di Questi casi è l'anello del Re. Circola in rete una versione con il sigillo a forma piramidale. Questo in teoria dovrebbe dargli un tocco di mistica somiglianza con le piramidi egizie e a vederlo fa venire a chiunque voglia di possederne uno. Anche a me l'idea aveva allettato ma poichè avevo già investito dei soldi per la realizzazione dello stampo che tutti conosciamo, non me la sentii di investire ancora denaro e lasciai perdere. 
La settimana scorsa ho ricevuto la mail di un amico di blog di Padova che mi chiedeva di fare una ricerca sul suo anello a sigillo piramidale (quello in foto) perchè non riusciva a tenerlo al dito a causa del forte stress che gli provocava. In allegato mi inviò delle foto. Feci subito la prospezione radiestesica e venni così a scoprire il motivo del disturbo. Le piramidi e la forma dei triangoli erano i responsabili della causa di stress. Dico le verità che avrebbe ingannato anche me, fino a che non ho orientato la foto a nord il sigillo si comportava normalmente, ma a orientamento avvenuto tutto è cambiato, la vibrazione Bovis da 13.000 scese a 3.500 e persino il pendolo che stavo utilizzando faceva fatica a muoversi sul quadrante. Avvertii un disturbo ronzante alla sommità del capo e dopo un po subentrò una sensazione di stanchezza, questo a causa del pendolo, poichè egli capta le vibrazioni che trasmette al sistema nervoso centrale che a sua volta reinvia la risposta sempre in microvibrazioni attraverso il braccio, la mano e infine di nuovo il pendolo. Questi passaggi spiegano l'immediato senso di stanchezza, poichè il V- durante l'analisi raggiunge subito il cervello. 
Eccellenti radiestesisti come Jean de la Foje hanno studiato a fondo il problema delle piramidi causato dall'emissione in vertice  e all'interno a tre quarti dalla sommità di V- (verde negativo) che ha proprietà disseccanti, mummificanti e destabilizzanti del sistema nervoso in fase elettrica. Questo accade solo a condizione che la piramide sia orientata con un lato a nord. L'anello ha sei piramidi che in base ai movimenti di chi lo indossa emettono in simultanea V- iniettandolo direttamente nel corpo. Quante volte in un giorno ci si trova orientati a nord? quante persone hanno il proprio letto orientato a nord? così come la scrivania, il  tavolo di lavoro o un autista che sale da sud a nord...
Io non voglio demonizzare il V- perchè De Belizal lo impiegò con successo per curare diversi tipi di tumore al fegato riuscendo perfino a debellare tutte le metastasi semplicemente irradiando una foto  con un generatore di V- a forma di due gruppi di sei semisfere.
Allo stesso modo l'anello col sigillo piramidale potrebbe essere impiegato per scopi simili ma non può essere portato sempre al dito come accade invece con l'anello tradizionale col  sigillo formato da sezioni di cilindro. 
triangolo rettangolo isoscele
Le piramidi egizie in modellino sono state ampiamente studiate da ricercatori di tutto il mondo e tutti sono concordi nell'affermare che tutti i modelli di piramide emettono V- ma quella con emissione piu efficace è la piramide di  Cheope alla quale questo modello di anello sembra ispirarsi.
Il secondo punto a sfavore di questo modello di anello è rappresentato dai triangoli, che hanno l'apice che sfiora i 90 gradi,  questo vale per tutti gli anelli che hanno dei triangoli rettangoli isosceli al posto dei triangoli isosceli con apice in angolo acuto.
Diffidate dunque di quei Sigilli piramidali o che terminano con due triangoli rettangoli isosceli come quello in figura.  Anche questo è stato appurato da  la Foje nel corso dei suoi studi con le onde di forma negli anni 70. Naturalmente essendo le onde di forma delle microvibrazioni presenti in natura in qualunque manifestazione della materia tutti noi abbiamo nel tempo sviluppato una naturale adattamento alla presenza di queste onde per cui è possibilissimo che in alcuni soggetti meno sensibili non si verifichino effetti disturbanti il sistema nervoso. Alla lunga però portare addosso una sorgente fissa o quasi di onde destabilizzanti quali sono quelle emesse dal V- è prudentemente sconsigliabile a meno che non si cerchi di combattere qualche insorgenza tumorale. cosa questa secondo la mia modesta opinione  ancor piu pericolosa, per queste patologie esistono solo tre tipi di intervento che danno qualche garanzia di successo, la prevenzione, la cura medica  e il raccomandarsi a Dio. Solo dopo che uno ha fatto tutto questo può tentare un intervento col V- ma sempre con l'aiuto di un esperto medico radiestesista o radionico. 






















sabato 7 dicembre 2013

L'albero delle colombe bianche

Ci sono dei punti della mia infanzia che si sono fissati in mente come delle fotografie sempre attuali che non sono mai riuscito a cancellare.  Anche nei momenti di crisi peggiori della mia vita, non ho mai potuto rinnegare quei momenti. Per anni sono stato lontano dalla fede, dai 16 ai trenta anni ignorai la fede e nel mio intimo la rifiutavo, la fuggivo detestando ogni suo insegnamento, correndo dietro a ogni desiderio che la mia mente mi suggeriva. Quasi mi feci hari  krishna ma l'albero delle colombe bianche non potei mai dimenticarlo. Come un dvd incantato si ripeteva sempre nella mia mente ciclicamente, ogni tre quattro mesi eccolo li che ricompariva. La scheggia nel labbro, gli altarini di quando ero bimbo e il ricordo delle colombe bianche mi tennero inchiodato fino a che non recuperai la fede per un altro gesto di Grazia della mai veramente dimenticata Madre di Dio. 

A febbraio del 70 tolsi da me aiutato da mio padre i punti di sutura dal labbro deturpato dalla lancia scagliatami contro dall'ontano ribelle che comunque seguendo il suo destino fu inesorabilmente arso per fornire calore e pasti caldi a mio nonno e mia nonna e la prole che ancora avevano a casa. (Ora so che quella lancia mi fu scagliata sulla bocca a causa di tutte le bestemmie che avrei profferito negli anni bui della mia vita contro il Figlio di Dio e la sua Amata Madre...Dio misericordioso abbi pietà di me e della mia anima.)

Ormai grandicelli io e mio fratello Peppe, iniziavamo ad allontanarci sempre piu da casa ma abitando in montagna con le case dei vicini che si contavano su una sola mano dove saremmo mai potuti andare? Facile da indovinare, la nostra meta era una sorgente d'acqua nel bosco sulla montagna dirimpetto alla nostra casa. Che strano non ci avevo mai fatto caso, ma tutta la mia vita ha sempre ruotato attorno a delle sorgenti d'acqua...ma questa è un'altra storia. 

Dicevo, iniziammo ad allontanarci sempre piu da casa, fino alla sorgente che sgorga (ancora oggi) in un gruppo di giganteschi ontani e pioppi alla base di una roccia sulla quale noi dopo aver bevuto salivamo per cercare di vedere il versante sottostante in direzione del bosco ove mi ero ferito l'anno prima con la scheggia. prendemmo quest'abitudine e con regolarità facevamo questa sorta di pellegrinaggio e iniziammo a portarci anche le capre a pascolare (ne avevamo sette e due pecore e un somaro femmina). 

Giunse l'Immacolata, per festeggiarla decidemmo di andare alla sorgente bere e dire delle Ave Maria. così ci diceva il cuoricino di fanciulli e così facemmo. bevemmo con le mani a coppa, salimmo sulla roccia e iniziammo a vedere qualcosa che giorni prima non c'era. Quel versante era coperto da ginestre, spine e rose canine e qui e la qualche alberello ma al centro c'era un bel castagno spoglio di foglie ma ricco di rami. Quel che vedemmo mio fratello e io ci riempì di meraviglia, la giornata era fredda e la macchia era tutta sommersa dalla bruma, solo il castagno scheletrico svettava frustato dal vento che faceva contorcere i rami nodosi e rinsecchiti. 

A gruppi di tre o quattro alla volta arrivavano dei piccoli stormi di colombe bianche, che si appollaiavano sui rami e tubavano col loro caratteristico verso, arrivarono pure delle tortore, e tanti altri uccelli tutti rigorosamente bianchi. Restammo così stupiti a guardarli riempire tutti i rami dell'albero e altri arrivavano e altri volavano via per poi tornare e tutto il bosco era pieno del loro canto. A un certo punto mio fratello interiormente mosso dallo Spirito di quella giornata festiva disse sorridendo e facendosi il segno della croce: 
- Guarda Vì! stanno festeggiando l'Immacolata.-  
Ricordo che restammo un bel po a guardare anche per vedere se arrivano uccelli di altri colori, il bosco era pieno di merli, storni, tordi e passeri, fringuelli eccetera ma quel giorno sembrava che tutti i volatili del bosco erano diventati bianchi. 

Dopo pranzo  cercammo di portare anche la mamma ma non ci credette e così tornammo da soli sul posto e continuammo ad assistere al quella strana processione che durò fino al tramonto, verso il cui, uno dopo l'altro come erano venuti se ne andarono ognuno per la sua strada...tornammo il giorno dopo ma inutilmente. decidemmo di tornare a Natale ma di uccelli bianchi neanche l'ombra. convinti ci giurammo di tornare l'anno successivo per il giorno dell'Immacolata e puntualmente il fenomeno si ripeté come l'anno prima, la bruma, il vento e centinaia di colombe e tanti altri uccelli bianchi. Da quel momento nessuno ci tolse piu dalla mente e dal cuore che quello era il festeggiamento degli uccelli all'Immacolata. La primavera che venne ci trasferimmo a Roma e quella fu l'ultima volta che ci andammo. Ora sono trascorsi quarantun' anni  e venti che sono tornato ma anche quest'anno so che non avrò il coraggio di andare a vedere se ancora c'è l'albero delle colombe bianche...

Fra zii cugini  amici e parenti vari in famiglia all'epoca ci saranno stati un centinaio di cacciatori che tutti i giorni per tutta la stagione di caccia giravano per i boschi armati fino ai denti di doppiette sovrapposti e automatici ma nessuno di loro portò mai a casa un piccione bianco o vide mai uno solo di quegli uccelli volare per il bosco. Sia io che mio fratello curiosi come sorci mettevamo il muso dappertutto e a tutti chiedevamo se avevano visto qualche stormo di uccelli bianchi. In effetti nei nostri boschi non circolano simili creature tranne qualche isolato colombaccio  e oggi col cambiamento climatico si avvicina timida qualche tortora domestica. Spesso negli anni ci venne naturale chiederci cosa ne sarebbe stato di noi se non saremmo stati portati via e trapiantati in una città che ci fece perdere la fede e la speranza e che un ventennio dopo solo un miracolo ce le restituì ma in gran parte la nostra vita era ormai deturpata  ma personalmente non mi lamento perchè è sempre piu di quanto avrei mai potuto lontanamente sperare dalla vita. 

Spero di avere forza prima che il mio tempo quaggiù finisca di tornare alla sorgente sulla montagna per il giorno dell'Immacolata Concezione a vedere il cantico dedicato a lei dalle Colombe bianche. E tu Santa Vergine immacolata non allontanarti mai piu dalla mia vita perchè lo sai che se dipendeva da me io non mi sarei mai allontanato dal posto che tu avevi scelto per mostrarti a me, a noi... Ora la mia testimonianza è completa. Benedetta sei tu nei scoli  Maria. Amen.







Buona Festa dell'Immacolata a tutti


Buona Festa dell'Immacolata a tutti...Credenti e non credenti, amici e chi passa di qui deridendomi. A chi non condivide ma nonostante tutto la rispetta perchè è la donna più bella e dolce del mondo...


Mi sto facendo vecchio a furia di ripetere che la Madonna esiste.  Ho con lei un rapporto speciale e fin da bambino le costruisco altari  e  prego per Lei e con Lei l'Ave Maria. A tanta gente ho parlato di noi, dell'amore che ci unisce e che da sempre mi protegge e almeno due volte mi ha salvato la vita.  La prima volta non la dimenticherò mai. era l'estate del 69, su in montagna dove abitavamo faceva già freddo, strade sui monti non ce ne erano e si trasportava tutto a dorso di somaro. 

Il nonno aveva detto a due zii, di andare a tagliare un ontano e portarlo a casa appunto col somaro. Destino volle che anche i miei genitori quel giorno non erano a casa e mi avevano lasciato con gli zii, così mi portarono con loro a far legna in groppa al somaro...giunti sul luogo del taglio su per un sentiero irto  e stretto attraversando un castagneto sconfinato dalle cime altissime con me felicissimo di trovarmi in groppa al somaro me ne stavo con gli occhi al cielo a osservare il sole che appariva e spariva fra il fogliame giocando a lanciare improvvisi raggi di luce che mi scaldavano le guance e mi facevano chiudere di botto gli occhi per il forte luccichio. 

Giunti sul posto scelsero l'albero da abbattere e me lo fecero vedere da vicino, era alto più di dieci metri  il fusto alla base di un 30 cm di diametro, dritto  e svettante assieme a tanti altri suoi pari sul fondo di una scosceso costone coperto di erba scivolosa e tagliente più di un rasoio. Per prudenza mi dissero di salire su e allontanarmi perchè li poteva essere pericoloso. così feci e risalii la china e quando giudicarono che ero al sicuro (in linea d'aria visto il dislivello ero in piano con la punta dell'albero) presero a tagliare col segaccio, uno da una parte e una dall'altra  e ben presto l'albero iniziò a vacillare finché non ripiegò sugli altri alberi dietro di lui e finalmente cadde. 

Nel cadere una cima dell'albero vicino rimase impigliata ai suoi rami e iniziò a tendersi come un arco io ero li e vedevo tutto, a un certo punto  il ramo si ruppe con inaudita violenza e con fragore come di tuono  una saetta partì da lui nelle mia direzione...Una scheggia lunga un metro e dello spessore di una gamba di tavolo mi rimbalzò di piatto sul petto sbattendomi a terra e volò in aria quattro o cinque metri per ricadermi di punta sulla faccia. Il peso della scheggia era di una ventina di chili, appuntita come una lancia, seghettata e micidiale, mi si piantò sul labbro superiore e qualcosa la fermò.  (Sto piangendo al ricordo di quella terribile lancia piantata sul mio viso)  La vidi cadere di lato e subito dopo svenni. 

 Tutti quel giorno dissero che la Madonna mi aveva fatto il miracolo perchè quell'arpione maledetto tagliò solo il mio labbro superiore senza neanche ferire la gengiva come se qualcuno lo avesse afferrato e trattenuto...dello stesso parere fu il medico che mi ricucì la faccia.  Mia madre dette merito al Beato Angelo d'Acri così  quell'anno per la sua festa mi fece cucire un abito da fraticello e mi portò in pellegrinaggio nella sua basilica .   Ancora oggi a ricordo dell'episodio una bella cicatrice mi orna il labbro superiore sinistro da sotto al naso a tutto il labbro come pure il ricordo delle mie urla di dolore una volta svegliato perchè il primo medico si rifiutò di ricucirmi,  così dovettero correre da un paese all'altro con me che mi stavo dissanguando sul sedile della 850 di mio zio. Quando finalmente un dottore accettò di ricucirmi a crudo e senza anestesia, altre urla di terrore di fronte a  un orribile ago a uncino che non dimenticherò mai. 

La seconda volta fu  nel 96. Una mattina mi svegliai paralizzato del braccio e gamba sinistra. Ebbi un tia, con pressione minima a 150 e massima a 220...mentre mi accadeva il fattaccio in piena  notte, mia moglie si sognava la Madonna che mi teneva la testa fra le mani. Non ci volle una scienza per capire  che mi aveva salvato la vita e quantomeno da una terribile esperienza perchè il tia è l'anticamera dell'ictus. Madonna santa, accogli questo mio ricordare come una testimonianza per il bene che mi hai sempre ottenuto dal tuo Figlio Gesù perchè lo sappiamo bene noi che lo conosciamo che se lui non vuole sulla terra non si muove neanche una foglia ma che il male spesse volte  ce lo facciamo da soli per nostra volontà. Ti Amo Madonna mia, continua a vegliare su di me, su tutti i miei cari e le persone che mi stanno a cuore. Così sia.